Il Ministro Valditara a metà settembre ha firmato il decreto previsto dall’art. 18 comma 4 del D.L. 19/2026 (PNRR quater), assegnando agli Uffici Scolastici Regionali per il 2026/27 un totale di 19 mln per l’attivazione di incarichi temporanei di personale ATA (esclusi DSGA), al fine di sostenere il processo di dimensionamento della rete scolastica. Le risorse sono state distribuite agli USR in base al numero di dimensionamenti effettuati in rapporto al totale delle scuole, tenendo conto anche della regolarità e tempestività del dimensionamento nel corso degli anni.
Facciamo un passo indietro: il dimensionamento della rete scolastica è stata una delle riforme strutturali del PNRR, che ha sostituito ai vecchi parametri fissi per l’autonomia scolastica (minimo 600 o 400 alunni) un contingente organico complessivo di dirigenze spettante a ciascuna Regione, entro il quale le Regioni definiscono il Piano regionale delle autonomie scolastiche. In base alla riforma, portata a termine in questo anno scolastico, le autonomie scolastiche in un triennio sono state ridotte di oltre 600.
Abbiamo assistito ad una battaglia prolungata tra Regioni e Governo, combattuta nei TAR ed anche al Consiglio di Stato, che ha visto rigettare i ricorsi e quindi confermare l’operatività della riforma ed abbiamo infine assistito al commissariamento delle Regioni inadempienti: Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna e Umbria. Addirittura, è accaduto che in Umbria il commissario ad acta ha disposto un accorpamento senza la dovuta istruttoria, annullato successivamente dal TAR, con un impatto rilevante sulla stabilità degli organici.
In questo contesto si pone l’art. 18 del D.L.19/2026 (PNRR quater) e la attuale distribuzione di risorse ulteriori, per incrementare l’organico ATA delle scuole dimensionate con incarichi annuali finalizzati a supportare la gestione organizzativa di questi nuovi mega-istituti. La norma prevede anche esoneri o semiesoneri aggiuntivi per i collaboratori dei Dirigenti Scolastici nelle scuole dimensionate, pari a 214 nel 2026/27.
Purtroppo questo intervento, senz’altro opportuno e condivisibile, non riguarda tutte le scuole dimensionate, poiché l’art. 18 lo riserva solo alle Regioni che hanno adottato autonomamente il piano di dimensionamento. Le scuole accorpate delle Regioni commissariate (Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna e Umbria) pure soggette agli stessi bisogni e stesse difficoltà, sono private delle risorse di cui le altre Regioni beneficeranno.
È inevitabile la ricaduta negativa su tutto il personale e sull’utenza di queste scuole, mentre anche le aspettative di lavoro di aspiranti supplenti dei territori restano vanificate. Non può non sorgere il dubbio sulla legittimità costituzionale di questa operazione: è dunque prevedibile che la stagione dei ricorsi non sia ancora conclusa.
Patrizia Basili
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