In queste ultime settimane si sono avviate le operazioni per il rinnovo delle GPS da utilizzare per il prossimo biennio per le nomine a tempo determinato annuali dei docenti.
Si tratta delle famigerate nomine con l’utilizzo di un algoritmo che hanno rimpiazzato le nomine in presenza e causato diversi disagi e problematiche a causa del loro utilizzo poco flessibile.
Il fatto è che le procedure automatizzate hanno finora funzionato sulla base di un regolamento del 2008 che prevedeva che le nomine venissero fatte in presenza dei candidati con tutte le disponibilità visibili al momento della scelta. Ciò consentiva agli interessati di fare scelte consapevoli avendo ben chiaro quale sarebbe stata la loro situazione contrattuale per l’anno scolastico in corso.
Con l’introduzione di una procedura informatizzata, invece, la scelta dei candidati viene fatta al buio senza nessuna certezza sulle sedi vacanti e disponibili, compilando una domanda con così tante variabili (sedi, 31 agosto, 30 giugno, spezzoni, classi di concorso, cattedre orario esterne…) che molti non riescono a mantenere il controllo completo sulle loro richieste.
La procedura considera rinunciatari coloro che, al momento del turno di funzionamento dell’algoritmo, non hanno corrispondenza con le disponibilità esistenti ed il loro elenco compilato il mese prima, con il risultato che, al turno successivo, l’algoritmo non li considera più tra i candidati e procede oltre assegnando posti a candidati con punteggi di gran lunga inferiori spesso privi di esperienza.
Noi abbiamo sempre criticato questo sistema che risulta essere poco trasparente e penalizzante per molti colleghi che si sono visti esclusi dalle nomine da GPS e, nella migliore delle ipotesi, hanno conseguito supplenze temporanee sulla base delle graduatorie di istituto e lo abbiamo denunciato in tutte gli incontri politico/sindacali e con vertenze presso i tribunali del lavoro con risultati, a dire il vero, alterni.
Finalmente, oggi, possiamo affermare che la nostra battaglia sia giunta a termine con esito positivo; infatti, durante la fase di confronto con il ministero, l’amministrazione si è dichiarata disponibile a modificare il meccanismo di funzionamento dell’algoritmo consentendo il “ripescaggio” di quei docenti che fino ad oggi sarebbero considerati rinunciatari, quindi esclusi, dalle successive fasi di nomina.
Si tratta ora di formalizzare tecnicamente questa decisione che consentirà il prossimo anno di affrontare la fase delle nomine con maggior serenità e giustizia.
Oltre a questa importante novità, l’ordinanza sulle supplenze prevede anche alcune modifiche per quanto concerne la tabella dei titoli valutabili per il prossimo aggiornamento con un leggero aumento per i titoli universitari quali il dottorato e l’introduzione della valutazione dei percorsi di specializzazione dell’INDIRE che sono stati parificati ai precedenti percorsi di specializzazione sul sostegno.
Siamo ora in attesa di un nuovo testo dell’ordinanza che ci dovrebbe essere consegnato a breve per poter poi avviare l’apertura della presentazione delle domande, ad inizio 2026, con largo anticipo rispetto al passato.
Antonio Antonazzo
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