“La Pubblica Amministrazione è tutto meno che un carrozzone”. Lo ha dichiarato il Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, ospite di Agorà Estate su Rai 3.
Il Ministro ha ricordato che la PA è composta da 3,4 milioni di persone impegnate nell’erogazione di servizi essenziali ai cittadini. L’azione del Governo, ha spiegato, si è concentrata sul reclutamento, sulla formazione, sull’innovazione tecnologica e sul rinnovo dei contratti.
Contratti pubblici 2025-2027
Zangrillo ha sottolineato la necessità di garantire continuità e tempi certi ai rinnovi contrattuali, dopo gli otto anni di blocco vissuti in passato dal pubblico impiego.
“I 30 miliardi di euro stanziati ci hanno consentito di stabilire un contatto con il sindacato con risultati mai raggiunti prima”, ha affermato.
Il Ministro ha inoltre annunciato la chiusura della tornata contrattuale 2025-2027 dei comparti della Pubblica Amministrazione, dopo la conclusione del contratto della sanità.
Assunzioni e formazione
Sul ricambio generazionale, Zangrillo ha riferito l’ingresso nella PA di 642 mila persone, molte delle quali con meno di 40 anni.
Quando il Governo si è insediato, ha aggiunto, il tempo medio dedicato alla formazione era di appena sei ore all’anno, mentre l’età media dei dipendenti pubblici era di 52 anni.
Secondo il Ministro, le nuove assunzioni e l’aggiornamento delle competenze possono contribuire a superare processi ormai obsoleti e a rendere più efficiente la macchina amministrativa.
Digitalizzazione e intelligenza artificiale
Zangrillo ha richiamato il ruolo di strumenti come PagoPA, SPID e Carta d’identità elettronica, che consentono ai cittadini di accedere ai servizi senza recarsi fisicamente negli uffici.
SPID è utilizzato da 41 milioni di italiani, mentre la Carta d’identità elettronica da 40 milioni di cittadini. Resta però necessario accompagnare la popolazione più anziana nell’accesso ai servizi digitali.
Sull’intelligenza artificiale, il Ministro ha evidenziato le opportunità offerte dalla tecnologia, precisando che deve rimanere uno strumento di supporto all’attività umana.
“Non possiamo delegare all’intelligenza artificiale tutte le attività che richiedono il discernimento umano. Le decisioni e le responsabilità restano dell’uomo”, ha concluso.





