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anno II numero 1 - gennaio / febbraio / marzo 2019

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4 marzo 2026

GLI ESPERTI RISPONDONO

SCUOLA: SI APRE LA TRATTATIVA PER IL RINNOVO CONTRATTUALE

Intervista a Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams.

A cura di Mara Passafiume.

L’Aran ha convocato le organizzazioni sindacali rappresentative nel comparto Istruzione e Ricerca per l’apertura della trattativa per il rinnovo contrattuale del CCNL del personale, relativamente al triennio 2025-2027. Parliamo di questo e di altro con Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale Fgu, che ci illustra le richieste per il personale del comparto che la Federazione porterà al tavolo negoziale.

Coordinatore, il prossimo 11 marzo la Federazione Gilda-Unams sarà all’Aran per dare il via al rinnovo del CCNL 2025-2027 del comparto Istruzione e Ricerca. Con quali auspici?

L’auspicio è quello di sempre, migliorare la parte normativa chiarendone gli aspetti più controversi e soprattutto ottenere un adeguamento economico significativo.

Cosa può dirci riguardo alle risorse a disposizione di questo nuovo contratto?

Le risorse sono già quelle stanziate nelle varie leggi di Bilancio e prevedono un rinnovo che prevederà un incremento del 5,4%, poco più di 140 euro medi lordi. Allo stato attuale, non sono risorse tali da garantirci stipendi europei. Certamente non potremo aspettarci molto di più. Ci troviamo in una gabbia contrattuale che si potrà risolvere solo con un contratto separato per la docenza e per il personale ATA.

E con riferimento alla parte normativa, quali saranno le istanze che porterete al tavolo?

Sicuramente chiarire gli aspetti relativi alla fruizione dei sei giorni di ferie, garantire pari diritti al personale non di ruolo ed evitare che ci possa essere discrezionalità da parte dei dirigenti scolastici. Vanno anche meglio definite le norme relative al part-time.

Un altro tema importante per il personale scolastico è sicuramento anche quello relativo alle polizze assicurative sanitarie. Può spiegarci come funzionerà questa assicurazione?

Con la sottoscrizione del CCNI lo scorso dicembre 2025, si è dato il via al servizio di copertura assicurativa integrativa delle spese sanitarie, per il personale della scuola assunto a tempo indeterminato e, come da noi richiesto, al personale a tempo determinato con contratto al 31 giugno. Le risorse per gli anni 2026, 2027, 2028 e 2029 sono state incrementate con un importo di 15.000.000,00 per ciascuno dei 4 anni citati. Quindi un totale complessivo di euro 320.000.000,00 per il quadriennio 2026-2029.

La nostra delegazione ha chiesto chiarimenti in merito alla data di attivazione della copertura assicurativa. Ha inoltre chiesto che le procedure con le quali aderire da parte del personale e quelle con cui si potranno richiedere i rimborsi siano il più possibile semplici e chiare. Infine, ha chiesto una cabina di regia tra MIM e OO.SS. firmatarie del CCNI per monitorare il funzionamento della copertura assicurativa e le relative procedure e per ridurre l’eventuale contenzioso.

La copertura assicurativa non è partita dal 1° gennaio 2026, ma si attiverà successivamente all’assegnazione dell’incarico alla società vincitrice della gara, presumibilmente in questi mesi, ma continuerà per 4 anni, cioè fino alla data corrispondente del 2030. Nel bando è previsto che la società assegnataria dovrà predisporre una piattaforma per le adesioni e le richieste di rimborso.

La nostra principale preoccupazione è che questa misura abbia norme chiare, che sia facilmente accessibile e che non aggravi ulteriormente il lavoro burocratico del personale scolastico.

Concludiamo con una battaglia vinta di cui lei ha recentemente parlato, ovvero di un appello della Gilda al governo che è stato ascoltato: quali sono le novità riguardanti pc e tablet per gli insegnanti?

Consapevoli che l’importo del bonus Carta Docente è stato diminuito, come immaginavamo, a causa dell’aumento della platea dei beneficiari, siamo quantomeno soddisfatti di essere stati ascoltati riguardo a una nostra annosa richiesta. Pc e tablet, infatti, andranno in comodato d’uso, forniti dalle scuole.

M.P.

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