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anno II numero 1 - gennaio / febbraio / marzo 2019

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15 Dicembre 2025

GLI ESPERTI RISPONDONO

INFERMIERI: LE NOVITÀ TRA LEGGE DI BILANCIO E NUOVO CONTRATTO

Intervista ad Andrea Bottega, segretario nazionale del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche.

A cura di Mara Passafiume.

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, si avvicina anche l’approvazione della legge di Bilancio per il 2026. Al segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, chiediamo una prima valutazione sulle misure annunciate relative al sistema sanitario e una panoramica sui problemi e le novità del comparto Sanità.

Segretario, partiamo dall’imminente approvazione della legge di Bilancio 2026 e delle misure sulla sanità annunciate dal governo: qual è la sua valutazione?

Sinceramente speravo ci fosse più attenzione verso la nostra categoria, considerato che ogni istituzione pubblica e privata che ha a che fare con la sanità considera quella infermieristica la vera emergenza del Paese. Noto ancora, purtroppo, che la politica, anziché farsi carico dei veri problemi, distribuisce a pioggia le poche risorse che ci sono a disposizione.

Lo scorso 27 ottobre è stato sottoscritto in via definitiva il CCNL 2022-2024 del comparto Sanità. Quali sono le novità di questo contratto più attese dai lavoratori?

Le novità più attese erano di carattere economico ma, come è noto, le risorse stanziate, non solo per la sanità ma per tutto il pubblico impiego, purtroppo sono state insufficienti a colmare l’inflazione del triennio. Abbiamo chiuso questo contratto anche per poter aprire subito la negoziazione per il successivo e poter quindi da subito incrementare le buste paga dei lavoratori. Nel contratto 2022-2024 ci sono comunque molte novità normative che riteniamo importanti per la professione. Una di queste riguarda le attività da esercitare al di fuori delle strutture aziendali. Ci sono poi le prestazioni aggiuntive con una tariffa unica nazionale di 50 euro l’ora, l’attività di collaborazione, la definizione di obiettivi e strumenti per l’age management, la disciplina sperimentale delle ferie fruibili ad ore e la possibilità di cederle anche per assistere parenti di primo grado (ferie solidali) e, ancora, il patrocinio legale per i casi di aggressione. Più flessibilità è prevista inoltre per i criteri di accesso all’area dell’elevata qualificazione. Se per il sistema degli incarichi, invece, è stata introdotta la possibilità di mantenerli pure in regime di lavoro part-time, quando remunerati fino a 5mila euro, e sono state inserite ulteriori premialità e flessibilità, sul piano della disciplina del rapporto di lavoro apprezziamo lo sforzo in favore della conciliazione tra tempo professionale e privato. In sede di contrattazione aziendale il CCNL dà inoltre la possibilità di incrementare del 50% l’indennità di base del personale sanitario laureato per particolari unità operative, come anche la priorità data all’aumento dell’indennità notturna grazie alle risorse previste dallo 0,22% del monte salari.

I dati sulla rappresentatività sindacale per il triennio 2025-2027 pubblicati dall’Aran certificano che il Nursind è un sindacato in crescita, sia sul piano delle deleghe che su quello dei voti ottenuti. È soddisfatto di questo risultato?

Sì, sono molto soddisfatto perché la continua crescita del sindacalismo infermieristico dà agli infermieri la possibilità di affermarsi nei tavoli nazionali e regionali come soggetto autorevole, serio, competente, affidabile e coerente. Un riconoscimento che ci arriva non solo dalle istituzioni, ma anche dai lavoratori che ci hanno premiato quale secondo sindacato, con il maggior incremento percentuale nel triennio di riferimento.

Il ministro per la PA Zangrillo ha firmato la direttiva madre per l’apertura della nuova tornata contrattuale riferita al triennio 2025-2027. Il tavolo del comparto Funzioni Centrali è stato appena aperto. Quando si aprirà, secondo lei, la trattativa per il comparto Sanità? E con quali auspici?

È di questi giorni la convocazione delle OO.SS. rappresentative presso la Conferenza delle regioni per condividere alcuni punti di azione comune, la cui base di partenza potrebbe già essere nell’atto di indirizzo che le Regioni stanno scrivendo. Penso che l’obiettivo di tutti sia partire con la convocazione del tavolo per fine gennaio 2026.

Chiudiamo con uno sguardo alla professione infermieristica nel mondo: lo scorso ottobre il Nursind ha rappresentato il nostro Paese al congresso della Global Nurses United, svoltosi a San Francisco con la presenza di delegati sindacali provenienti da trenta Paesi. Con quali nuovi spunti è rientrato in Italia?

Sono tornato anzitutto con la consapevolezza che i problemi degli infermieri sono gli stessi in ogni parte del mondo. Tanto per cominciare la carenza di professionisti, i salari bassi e il sovraccarico di lavoro determinato da una carente legislazione nazionale sul numero di infermieri/pazienti nei vari setting assistenziali. Ma con gli altri Paesi condividiamo anche il dramma della fuga dalla professione e l’usura che il nostro lavoro provoca non solo nel fisico ma soprattutto nella mente del lavoratore. Durante il congresso GNU – che aveva come titolo “Resistenza e resilienza” – abbiamo riflettuto in particolare sul ruolo del sindacalismo infermieristico nella lotta per un mondo migliore, un mondo senza discriminazioni, un mondo di persone libere e non oppresse, un mondo in cui l’assistenza degli infermieri sia garantita a tutti, poveri e agiati, giovani e anziani, un mondo più sicuro per la lotta alle malattie infettive e più vivibile sul terreno ambientale. Sono state giornate intense di lavoro che hanno evidenziato il grande protagonismo degli infermieri, impegnati contro ogni forma di autoritarismo basato sul profitto e la privatizzazione dei beni comuni e a difesa dei valori democratici. Con la ferma convinzione che la resistenza e resilienza che la nostra categoria dimostra ogni giorno nel suo lavoro sia il paradigma giusto per cambiare il corso delle cose.

M.P.

 

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