A cura di FGU – Federazione Gilda Unams
D: L’Intelligenza Artificiale è ormai entrata con forza nel dibattito sulla scuola. Può rappresentare uno strumento utile per la didattica, per la personalizzazione degli apprendimenti e per il supporto al lavoro dei docenti. Tuttavia, il rischio è che l’innovazione venga trasformata nell’ennesimo obbligo calato dall’alto. Come comportarsi?
Lucia, Bergamo
R: La formazione sull’IA deve essere seria, condivisa e coerente con il Piano di formazione deliberato dal Collegio dei docenti. Non può essere imposta unilateralmente dal dirigente scolastico come adempimento individuale aggiuntivo. Il riferimento contrattuale è chiaro: l’art. 36 del CCNL Istruzione e Ricerca 2019/2021 disciplina la formazione del personale e prevede che, per i docenti, essa si svolga in orario non coincidente con l’attività di insegnamento; inoltre, le ore ulteriori rispetto a quelle previste dall’art. 44 sulle attività funzionali all’insegnamento devono essere remunerate, anche con compensi forfettari definiti in contrattazione integrativa.
L’art. 44 ricomprende aggiornamento e formazione tra le attività funzionali, ma dentro un quadro regolato, non illimitato.
Innovare è necessario, ma senza scaricare nuovi carichi sui docenti. L’IA sia una risorsa, non un nuovo obbligo mascherato.
Simone Craparo
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