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GLI ESPERTI RISPONDONO

Professioni sanitarie: colpo di spugna della maggioranza, salvati i no vax

Terminate le votazioni sugli emendamenti in Affari sociali della Camera, il ddl delega di riforma marcia spedito verso l’Aula. I dettagli sui tempi e il caso sulla riabiltazione del personale radiato dall’albo.

Emendamenti archiviati, il ddl delega sulle professioni sanitarie marcia spedito verso l’Aula della Camera. Si attendono i pareri delle altre Commissioni e poi il mandato al relatore da votare in Affari sociali. Dopodiché per la riforma si apriranno le porte dell’emiciclo.

 

I TEMPI PER L’AULA
“Sentirò i capogruppo in vista della Conferenza dei capigruppo della settimana prossima – ha spiegato a Nursind Sanità, il presidente della XII Commissione e deputato di Forza Italia, Ugo Cappellacci – per la ricalendarizzazione del provvedimento che mi auguro possa essere inserito prima della pausa estiva”. Fiducioso sul calendario anche il vicepresidente della Commissione, il deputato FdI, Luciano Ciocchetti: “Dovrebbe essere approvato alla Camera entro luglio”.

L’EMENDAMENTO CHE “STRIZZA L’OCCHIO AI NO VAX”
Tutto liscio, dunque, rilievi dell’Agcom a parte che però non hanno lambito il dibattitto in Commissione? Mica tanto, visto che proprio oggi, approfittando dei riflettori tutti puntati sulla legge elettorale in Aula, le sorelle d’Italia Imma Vietri e Maddalena Morgante hanno sottoscritto, salvandolo dalla decadenza, l’emendamento – poi votato – a prima firma della collega di partito Alice Buonguerrieri. Il testo, con un colpo di spugna, riabilita il personale no vax radiato dall’albo “per fatti non dolosi”, riporta la modifica, “diretta conseguenza della limitatezza delle conoscenze scientifiche al momento del fatto sulle patologie da Sars Cov-2 e sulle terapie appropriate, nonché della scarsità delle risorse umane e materiali concretamente disponibili in relazione al numero dei casi da trattare, oltre che del minor grado di esperienza e conoscenza e tecniche possedute dal personale non specializzato e impiegato per far fronte all’emergenza”. Questa, appunto, la cornice dell’emendamento. Date queste circostanze, il sanitario “può chiedere alla Commissione centrale gli esercenti le professioni sanitarie la reiscrizione. L’istanza di reiscrizione – recita ancora il testo – deve essere proposta entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge”.
“Una ferita profonda e un precedente gravissimo”, è stato il commento a Nursind Sanità della deputata Pd Ilenia Malavasi. “Tra l’altro entrando in contraddizione con quanto FdI sta sostenendo in Commissione Covid. L’emendamento, infatti, fa riferimento al fatto che ai tempi della pandemia il personale poteva avere limitate conoscenze scientifiche e scarsità di risorse umane e materiali”. Malavasi non ha usato mezzi termini: “È una modifica che strizza l’occhio ai no vax, dopo diversi assist è la perfetta chiusura del cerchio per un governo che  non rispetta la scienza e legittima per scopi elettorali posizionamenti pericolosi, creando un precedente gravissimo nel Paese e nel cuore delle istituzioni”.

SI VA VERSO LA VERIFICA DEI PRESENTI
I giochi però non sono del tutto chiusi: Malavasi, insieme ai suoi colleghi dem in Commissione, ha chiesto la verifica dei presenti: “Se dalle presenze risulterà che i numeri non c’erano, l’emendamento andrà rivotato”. In caso contrario, ha concluso la parlamentare Pd, “le deputate di FdI si prenderanno la responsabilità di aver sostenuto una modifica vergognosa che scrive una brutta pagina per il nostro Paese, oltre che dolorosa dimenticando le vittime anche nel personale sanitario che ha lavorato giorno e notte per salvare vite e tenere in piedi un Ssn in affanno”.

SI’ ALLO SCUDO MA NESSUN RICONOSCIMENTO DEL LAVORO DI INFERMIERE COME USURANTE
Passando ai contenuti principali della delega, si va dallo scudo penale, alla libera professione per il personale sanitario, fino  alla figura dell’ostetrica di comunità. È rimasta fuori però la partita sulla maggiore autonomia per la categoria degli infermieri così come non c’è traccia del riconoscimento del loro lavoro tra le attività usuranti. “Sono temi di cui si è parlato – ha aggiunto Cappellacci -, mi auguro possano trovare una quadra. Questa è una legge delega che contiene dei principi, vediamo quello che il governo farà nei decreti attuativi, al netto di qualche emendamento che sarà possibile magari ripresentare in Aula”. Uno spiraglio che lascia in qualche modo aperto anche Ciocchetti: “Sono aspetti che si definiranno con i decreti legislativi, salvo la questione dello scudo per i medici che sarà subito operativo con l’approvazione del ddl. Il resto sono principi che saranno poi espletati nei decreti che il ministero della Salute dovrà fare”.

FONTE: NURSIND SANITA’

 

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