La Commissione incaricata della redazione del nuovo testo delle Indicazioni nazionali per i Licei ha terminato i lavori di redazione della bozza di documento. La pubblicazione del documento è finalizzata ad avviare con le istituzioni scolastiche la fase di consultazione, che la stessa Commissione effettuerà mediante incontri con le associazioni professionali e disciplinari, con le associazioni dei genitori e degli studenti e con le organizzazioni sindacali della scuola. Il Ministro le adotterà ufficialmente solo al termine del percorso di ascolto della comunità scolastica.
La scheda del Ministero
Una riforma che ridisegna l’identità delle discipline
Tra le novità di maggiore rilievo, si legge in una nota dell’Ufficio Stampa del Ministero dell’Istruzione e del Merito, sul piano didattico-epistemologico figura l’introduzione, all’interno di ciascun ambito disciplinare, di una sezione denominata “Perché studiare questa disciplina”. La sezione risponde a un’esigenza al tempo stesso epistemologica e didattica: chiarire il valore formativo di ogni materia, collegando i saperi acquisiti alla realtà contemporanea e alla motivazione degli studenti.
Sul fronte della storia e geografia, le nuove Indicazioni prevedono la soppressione della geostoria nel primo biennio: le due discipline tornano a configurarsi come ambiti distinti, ciascuno con la propria specificità metodologica. La geografia recupera autonomia scientifica e adotta manuali propri; la storia estende il proprio arco temporale fino alla svolta cinese e ai nuovi equilibri geopolitici, con una scansione che dal nucleo euro-occidentale si apre progressivamente agli scenari globali.
La scelta di mantenere la centralità delle vicende dell’Italia e dell’Occidente è motivata dal riconoscimento dell’eredità universale di quella tradizione — la statualità, i diritti della persona, i fondamenti della ricerca scientifica — senza che ciò implichi l’esclusione delle altre civiltà dal percorso di studio.
Matematica e intelligenza artificiale: pensiero critico come obiettivo
Le nuove Indicazioni per la matematica propongono un ripensamento della disciplina come esperienza intellettuale, non come addestramento tecnico.
Le tecniche rimangono, ma cessano di essere il fine: diventano strumenti per comprendere concetti, modelli e processi decisionali. Tre elementi strutturali caratterizzano l’impostazione. L’errore è riconosciuto come parte integrante del lavoro intellettuale, momento da attraversare con consapevolezza.
Per la prima volta, le Indicazioni trattano esplicitamente il tema dell’intelligenza artificiale, affidando alla matematica il compito di fornire i concetti e il linguaggio alla base dei sistemi di AI. Il quinto anno introduce uno spazio strutturato di approfondimento in cui lo studente connette la matematica alla scienza, alla storia delle idee o ai propri interessi. In attuazione della Legge 132/2025 e dell’AI Act europeo, l’intelligenza artificiale entra nei licei come territorio critico da governare, non come oggetto di fascinazione tecnologica.
L’obiettivo dichiarato è formare una coscienza digitale capace di distinguere tra la simulazione algoritmica e il sapere validato, con il pensiero matematico e il pensiero critico come strumenti principali attraverso cui la scuola presidia l’autonomia intellettuale degli studenti nell’era degli algoritmi.
Letteratura, filosofia e relazioni: la dimensione umana del curricolo
Il rilancio della lettura come pratica identitaria rappresenta uno dei cardini delle nuove Indicazioni per l’italiano. Lo scopo dell’insegnamento letterario è che gli studenti sviluppino il gusto per la lettura e ricavino dai testi strumenti per comprendere se stessi e il mondo.
La letteratura del passato è presentata come specchio dell’esperienza umana da mettere in relazione con quella degli studenti; la lingua italiana è definita bene culturale da salvaguardare — orientamento ribadito dalla Corte costituzionale — e strumento di accesso alla conoscenza in un contesto plurilingue.
La filosofia assume una doppia caratterizzazione: pratica concreta di riflessione, interrogazione e argomentazione da un lato; patrimonio storico e teorico di autori e testi dall’altro. Le due dimensioni si integrano nella formazione di studenti capaci di sostenere una tesi in forma scritta e di riconoscere la diversità dei metodi conoscitivi.
In continuità con il primo ciclo, i licei dedicano spazio all’educazione emotiva e relazionale e al contrasto di ogni forma di violenza e discriminazione. Il rispetto è presentato come disposizione da coltivare, non come norma da applicare, e l’inclusione come architrave della cultura occidentale moderna. La cura delle relazioni e dell’empatia è inserita come dimensione strutturale del curricolo, con implicazioni dirette sulla professionalità docente e sulla cultura organizzativa delle scuole.





