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anno II numero 1 - gennaio / febbraio / marzo 2019

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19 giugno 2026

GLI ESPERTI RISPONDONO

NUOVO CCNL FUNZIONI CENTRALI PER UNA MODERNA PA

Intervista a Marco Carlomagno, segretario generale della FLP – Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche.

A cura di Mara Passafiume.

Lo scorso 9 giugno è stata sottoscritta all’Aran l’Ipotesi del CCNL del personale del comparto Funzioni Centrali per il triennio 2025-2027. Una firma arrivata nella vigenza del triennio contrattuale, come non accadeva da tempo. Molte erano le novità da introdurre nel contratto per modernizzare le pubbliche amministrazioni e la Flp ha lavorato per raggiungere una serie di obiettivi fondamentali per questo comparto. Quali i più importanti? L’abbiamo chiesto a Marco Carlomagno, segretario generale della Flp.

Segretario, avete appena siglato in Aran l’Ipotesi del nuovo CCNL per il personale del comparto Funzioni Centrali. Ci racconta le innovazioni più importanti che sono state introdotte in questo contratto?

La firma dell’Ipotesi di CCNL Funzioni Centrali 2025-2027 rappresenta, per la Flp, un risultato importante e complessivamente positivo. Restano ancora aperte questioni rilevanti sul fronte del pieno recupero del potere d’acquisto, ma riteniamo che il testo sottoscritto contenga significativi avanzamenti sia sul piano economico che su quello normativo e professionale.

Sul versante economico, il rinnovo si inserisce in un percorso che, sommando gli effetti dei contratti 2022-2024 e 2025-2027, determina un incremento complessivo delle risorse superiore all’11%, al quale vanno aggiunti gli interventi legislativi che hanno incrementato le indennità di amministrazione e le risorse destinate alla contrattazione integrativa. Pur consapevoli che l’inflazione degli ultimi anni ha inciso pesantemente sui redditi dei lavoratori pubblici, riteniamo che fosse importante consolidare questi risultati e garantire da subito gli incrementi retributivi previsti.

Sul piano normativo il contratto introduce innovazioni di particolare rilievo. Mi riferisco innanzitutto alle disposizioni sull’Intelligenza Artificiale, che per la prima volta trovano una disciplina organica in un contratto del pubblico impiego, con l’obiettivo di governare i processi di innovazione tecnologica garantendo trasparenza, formazione e tutela del ruolo delle lavoratrici e dei lavoratori. Si tratta di un tema destinato ad assumere un’importanza crescente nei prossimi anni e che la Flp considera strategico.

Positiva è anche l’introduzione della certificazione delle competenze, una misura che valorizza la formazione e il patrimonio professionale acquisito dai dipendenti pubblici, creando le condizioni per collegare maggiormente crescita professionale, aggiornamento continuo e sviluppo delle carriere.

Un altro elemento qualificante riguarda il rafforzamento delle relazioni sindacali e degli strumenti di partecipazione, che consentiranno un maggiore coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori nei processi di cambiamento organizzativo che stanno interessando le amministrazioni.

La Flp valuta inoltre molto favorevolmente le misure che ampliano le tutele delle persone, come quelle relative ai permessi per la partecipazione agli screening oncologici, i miglioramenti sul lavoro agile e sul lavoro da remoto e il superamento di alcune disparità che ancora interessavano particolari categorie di dipendenti, come i neoassunti in materia di ferie.

In definitiva, riteniamo che questo contratto rappresenti un passo avanti concreto nella modernizzazione del lavoro pubblico, nella valorizzazione delle professionalità e nella tutela dei lavoratori. Allo stesso tempo, consideriamo questa firma non come un punto di arrivo, ma come la base da cui partire per continuare a rivendicare ulteriori interventi sul recupero salariale, sul rafforzamento del welfare, sull’incremento dei fondi per la contrattazione integrativa e sul pieno riconoscimento del valore del lavoro pubblico. Questa sarà la linea di impegno che la Flp continuerà a perseguire nei prossimi anni.

L’attrattività della professione è un tema che le è molto caro e che resta cruciale per attrarre nuovi e giovani talenti nella PA. Quali sono, a suo avviso, gli aspetti prioritari per rendere sempre più attrattivo il lavoro nelle pubbliche amministrazioni, nonché per valorizzare le carriere?

L’attrattività del lavoro pubblico rappresenta oggi una delle principali sfide per il futuro della Pubblica Amministrazione.

Se vogliamo attrarre giovani qualificati e trattenere le professionalità migliori, non basta garantire la stabilità del posto di lavoro: occorre costruire percorsi professionali moderni, meritocratici e adeguatamente remunerati.

Per la Flp le priorità sono innanzitutto salari più competitivi, capaci di recuperare il potere d’acquisto perso negli ultimi anni e di ridurre il divario con molte realtà del settore privato. Accanto alla leva economica è necessario rafforzare le opportunità di crescita professionale, attraverso sistemi di carriera più dinamici, progressioni realmente esigibili e una valorizzazione delle competenze acquisite sul campo.

Un ruolo decisivo è poi svolto dalla formazione continua e dalla certificazione delle competenze, che consentono ai lavoratori di aggiornarsi e vedere riconosciuto il proprio patrimonio professionale in un contesto caratterizzato da innovazione tecnologica e diffusione dell’Intelligenza Artificiale.

È inoltre indispensabile investire sul benessere organizzativo, sul lavoro agile, sul welfare aziendale, sulla conciliazione tra vita e lavoro e sul miglioramento degli ambienti di lavoro. Le nuove generazioni cercano organizzazioni che offrano qualità della vita, flessibilità e opportunità di crescita, non solo una retribuzione.

Infine, occorre superare molti dei vincoli normativi che ancora limitano la valorizzazione del personale pubblico, incrementando le risorse destinate alla contrattazione integrativa e al riconoscimento del merito e delle responsabilità. Solo così la Pubblica Amministrazione potrà competere efficacemente sul mercato del lavoro e diventare una scelta professionale sempre più attrattiva per i giovani talenti.

Lei ha sottolineato più volte che oggi sulla formazione non si può improvvisare, perché senza una formazione adeguata i lavoratori del pubblico impiego non si mantengono al passo con i tempi. Come renderla una vera leva strategica?

La formazione non può più essere considerata un adempimento formale o un semplice obbligo amministrativo: deve diventare una leva strategica per la crescita delle persone e delle organizzazioni pubbliche. Oggi la Pubblica Amministrazione è chiamata ad affrontare sfide complesse legate alla digitalizzazione, all’Intelligenza Artificiale, alla semplificazione dei processi e alla gestione di servizi sempre più avanzati. Senza investimenti continui nelle competenze, il rischio è quello di rallentare l’innovazione e penalizzare la qualità dei servizi ai cittadini.

Per la Flp la formazione deve essere innanzitutto di qualità, strutturata e collegata ai reali fabbisogni delle amministrazioni e dei lavoratori, superando la logica dei corsi occasionali o meramente teorici. Deve inoltre essere riconosciuta come tempo di lavoro a tutti gli effetti e diventare parte integrante dei percorsi di sviluppo professionale.

Un elemento fondamentale è la certificazione delle competenze, introdotta anche nel nuovo CCNL, perché consente di valorizzare concretamente le conoscenze acquisite e di utilizzarle come elemento per la crescita professionale e per l’accesso a nuove responsabilità.

La Flp ritiene inoltre necessario garantire a tutti i dipendenti un diritto soggettivo alla formazione continua, con investimenti adeguati e opportunità realmente accessibili a tutto il personale, indipendentemente dall’amministrazione di appartenenza.

La vera sfida è passare dalla formazione come costo alla formazione come investimento. Solo una Pubblica Amministrazione che apprende, innova e valorizza le competenze delle proprie persone sarà in grado di affrontare con successo i cambiamenti in atto e di offrire servizi sempre più efficienti ai cittadini e alle imprese.

Nel contratto sono state introdotte anche alcune regole specifiche sull’uso dell’Intelligenza Artificiale nelle pubbliche amministrazioni. Ce ne parla?

Sì, il nuovo CCNL Funzioni Centrali rappresenta un passaggio importante perché, per la prima volta, affronta in modo organico il tema dell’Intelligenza Artificiale nel lavoro pubblico. È una scelta che la Flp ha sostenuto con convinzione, perché l’IA sta già modificando processi, attività e modalità di erogazione dei servizi e non poteva restare fuori dalla contrattazione.

Le nuove disposizioni stabiliscono alcuni principi fondamentali: l’Intelligenza Artificiale deve essere utilizzata come strumento di supporto all’attività lavorativa e non come sostituzione del lavoratore; devono essere garantite trasparenza e informazione preventiva alle organizzazioni sindacali sui progetti di introduzione dell’IA; devono essere previsti adeguati percorsi formativi per il personale coinvolto; e, soprattutto, resta centrale la responsabilità umana nelle decisioni che incidono sul rapporto di lavoro e sui servizi resi ai cittadini.

Per la Flp si tratta di un risultato positivo e innovativo, che colloca il comparto Funzioni Centrali tra i primi settori del pubblico impiego ad affrontare contrattualmente questa materia. Tuttavia, non consideriamo il lavoro concluso. L’evoluzione tecnologica è rapidissima e sarà necessario monitorare costantemente gli effetti dell’IA sull’organizzazione del lavoro, sulle professionalità e sulla tutela dei dati personali.

In particolare, la Flp ritiene che nei prossimi anni sarà necessario rafforzare ulteriormente le garanzie sulla trasparenza degli algoritmi, sul diritto alla formazione continua e sul coinvolgimento delle rappresentanze sindacali nei processi di innovazione organizzativa.

L’obiettivo non deve essere quello di sostituire le persone con la tecnologia, ma di utilizzare la tecnologia per valorizzare il lavoro umano, migliorare i servizi pubblici e creare nuove opportunità professionali. È questa la sfida che abbiamo davanti e sulla quale la Flp continuerà a impegnarsi.

Cosa resta, invece, sul tavolo rispetto al lavoro ancora da realizzare, ovvero alle ulteriori azioni che la Flp metterà in campo per altri miglioramenti relativi al comparto?

La firma del CCNL rappresenta un importante punto di arrivo, ma anche un punto di partenza. Molte delle richieste avanzate dalla Flp hanno trovato accoglimento nel contratto, ma restano ancora aperte questioni strategiche che incidono sulla qualità del lavoro pubblico e sulla capacità delle amministrazioni di attrarre e valorizzare le proprie professionalità.

In primo luogo continueremo a chiedere il pieno recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni, ancora penalizzato dagli effetti dell’inflazione degli ultimi anni. Il rinnovo contrattuale ha prodotto risultati significativi, ma occorre rendere strutturale un percorso di adeguamento salariale che consenta ai dipendenti pubblici di non perdere capacità reddituale rispetto all’andamento del costo della vita.

Un’altra priorità riguarda il superamento dei tetti che limitano la crescita dei Fondi Risorse Decentrate, che oggi rappresentano uno dei principali ostacoli alla valorizzazione economica e professionale del personale e allo sviluppo della contrattazione integrativa.

La Flp continuerà inoltre a battersi per l’aumento del valore dei buoni pasto, ormai non più adeguato ai costi reali sostenuti dai lavoratori, per il rafforzamento del welfare contrattuale e aziendale e per l’estensione al lavoro pubblico delle misure di detassazione del salario accessorio e della produttività già previste nel settore privato.

Sul piano professionale riteniamo necessario completare il percorso di riforma degli ordinamenti, introducendo strumenti più efficaci di crescita e sviluppo delle carriere, valorizzando le competenze specialistiche e rendendo pienamente esigibili gli istituti previsti dall’attuale sistema professionale.

Infine, continueremo a seguire con grande attenzione i temi della digitalizzazione, dell’Intelligenza Artificiale, della formazione continua e dell’organizzazione del lavoro, affinché l’innovazione tecnologica rappresenti un’opportunità di crescita per i lavoratori e non un fattore di impoverimento delle professionalità.

In sintesi, la Flp considera questo contratto un passo avanti importante, ma non un punto di arrivo definitivo. Il nostro impegno proseguirà per costruire una Pubblica Amministrazione più attrattiva, più moderna e capace di riconoscere pienamente il valore del lavoro delle proprie persone.

M.P.

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