Il primo incontro tra l’ARAN e le OOSS rappresentative per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2022/2024 si è tenuto il 27 febbraio 2025, a CCNL già scaduto.
Ad oggi sono seguiti altri incontri nei quali si è iniziato a definire la parte comune al comparto e l’individuazione delle risorse disponibili.
L’obiettivo che la Federazione Gilda Unams (FGU) si prefigge con il rinnovo del CCNL è quello di migliorare le condizioni del personale docente e non docente, sia in termini economici, sia per quanto riguarda la qualità della vita lavorativa, è per questo che partecipa al tavolo della contrattazione nazionale.
Purtroppo, nei pochi incontri fino ad ora tenuti all’ARAN è emerso un dato preoccupante: l’esiguità delle risorse stanziate, che permetterebbero un incremento stipendiale pari solo al 6%. Queste risorse, a parere della FGU, sono del tutto inadeguate sia rispetto all’inflazione del triennio di riferimento 2022/2024, che è stata ben oltre il 15% e sia rispetto alla perdita di potere d’acquisto subita negli ultimi anni dagli insegnanti, che oggi affrontano un divario retributivo notevole non solo rispetto ai pari dei paesi europei, ma anche rispetto al resto del pubblico impiego in Italia.
Per aumentare gli stipendi dei docenti e del personale scolastico è indispensabile reperire risorse specifiche per il contratto del personale scolastico e queste devono necessariamente e interamente rientrare negli stipendi.
A titolo di esempio, possiamo ricordare la proposta della FGU di far confluire nello stipendio le risorse della Carta Docente, richiesta condivisa da una solida maggioranza di insegnanti che hanno risposto al sondaggio SWG, presentato dalla Gilda alla stampa lo scorso 14 aprile. È bene ricordare che, in questo modo, le risorse seppur tassate, diventerebbero pensionabili e soprattutto sarebbero definitive fino a fine carriera, senza alcuna distinzione tra docenti di ruolo e non di ruolo, mettendo così anche fine agli innumerevoli contenziosi in atto.
Anche sulla proposta di far confluire nello stipendio l’ex-bonus merito, ora nel FIS, negli stipendi dei docenti e del personale scolastico il sondaggio SWG ha registrato una significativa maggioranza. Se si riuscisse a reperire dalle risorse aggiuntive si potrebbe anche porre il tema del recupero dello scatto 2013, che la Cassazione nell’ultima pronuncia ha rinviato proprio alla contrattazione collettiva.
La FGU ritiene che in questa fase, nella quale è necessario il recupero stipendiale per tutto il personale, sia del tutto inutile anche solo parlare di figure intermedie di sistema o di middle management (staff presidenza), pensando di poter pagare solo qualcuno, un po’ di più, invece che pagare tutti, in modo adeguato.
Se proprio si vuol parlare di figure intermedie, si valorizzino quelle già presenti in tutte le scuole, ovvero i coordinatori di classe, che si occupano di didattica e che dovrebbero essere designati dai Consigli di classe e non dai Dirigenti scolastici.
Tuttavia, fino ad ora non abbiamo avuto un riscontro positivo dai pochi incontri al tavolo contrattuale, ma è volontà di tutta la FGU battersi perché le nostre proposte siano discusse e accolte.
Gianluigi Dotti
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