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anno II numero 1 - gennaio / febbraio / marzo 2019

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GLI ESPERTI RISPONDONO

Salviamo il Liceo Economico sociale

È molto amaro constatare che le riforme del sistema scolastico siano molto spesso ispirate al principio del facciamoci del male.

In questi primi giorni di settembre, infatti, procede carsicamente il percorso di gratuita eutanasia del Liceo Economico Sociale (LES), forse uno dei (pochi) successi tra i tanti solitamente maldestri tentativi di modernizzare l’offerta formativa della scuola secondaria.

Allo stato attuale delle cose, infatti, la creazione di un nuovo Liceo del Made Italy, percorso di natura diversa per obiettivi pedagogici, profilo disciplinare e platea di studenti di riferimento, avrebbe come inspiegabile presupposto la soppressione del LES.

La Rete Italiana dei LES 1, realtà di per se stessa virtuosa, poiché, fin dalla nascita del LES (a.s. 2011/12), è un esempio di collaborazione e osmosi pedagogica tra tutte le scuole del territorio nazionale, ha pubblicato sul proprio sito un importante e condivisibile appello affinché il nuovo Liceo del Made in Italy sia configurato, piuttosto, come un’opzione di un unico liceo di ambito giuridico ed economico.

«I due percorsi – sostengono gli stessi Dirigenti dei LES – valorizzerebbero ed arricchirebbero ulteriormente un’offerta formativa al passo coi tempi, in un contesto didattico che ha dimostrato ampiamente di essere capace di cogliere le trasformazioni sociali ed economiche e di tradurle in progettualità sfidanti e in competenze interdisciplinari».

Molti argomenti oggettivi a favore di questo punto di vista sono stati raccolti in un documento dal Comitato Nazionale “Salviamo il LES”, che rileva come, dalla sua nascita a oggi (poco più di un decennio), il LES abbia incrementato di quasi il 100% il numero di iscritti, con un picco del 64% negli anni della pandemia (a.s. 2019/20 – a.s. 2022/24), superando, in molte regioni, gli studenti del Liceo Classico (dati MIM).

Accanto a tali fondamentali considerazioni di opportunità pedagogica, è importante valutare anche la grave conseguenza pratica della creazione di un esubero di circa un migliaio di docenti, tra Scienze Umane e Scienze Giuridiche, che sarebbe certamente evitato riformulando il testo legislativo sulla base dei suggerimenti della Rete LES.

Il loro mancato accoglimento sarebbe, invece, un grave errore politico. Si tratterebbe, forse, della prima riforma scolastica apertamente concepita da un Ministero diverso da quello dell’Istruzione, essendo fortemente voluto, a quanto ci è dato sapere, dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy senza, ancora, l’auspicabile coordinamento con il dicastero competente e la conseguente opportuna valutazione dell’impatto generale sul sistema scolastico.

Avverto, quindi, l’urgenza di rilanciare, su questa rivista, l’appello del coordinatore nazionale Rino Di Meglio2, di «coinvolgere tutte le parti, compresi i dirigenti scolastici, gli insegnanti, gli studenti e le famiglie, in una discussione approfondita per valutare attentamente l’impatto del percorso dei LES e trovare soluzioni che preservino l’offerta formativa completa e variegata di questo percorso».

Gianfranco Meloni

 

1 https://www.liceoeconomicosociale.it

2 https://www.gilda-unams.it/comunicati/item/1710-gilda-bene-liceo-made-in-italy-ma-non-riduca-offerta-formativa- scienze-umane

 

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