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anno II numero 1 - gennaio / febbraio / marzo 2019

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GLI ESPERTI RISPONDONO

PRIMA GIORNATA NAZIONALE RSU. CASTELLANA: DIFENDIAMO LIBERTA’ INSEGNAMENTO NELLE SCUOLE D’ITALIA

Lo scorso venerdì 5 settembre, presso il Centro Congressi Frentani, in via Frentani a Roma, si è svolta la prima giornata nazionale delle RSU e delegati TAS. Una giornata di formazione indetta dalla Federazione Gilda Unams e dedicata a coloro che sono vere e proprie sentinelle all’interno delle scuole, cuore pulsante dell’azione sindacale.

Dopo i saluti del Presidente della FGU Orazio Ruscica che ha rivolto un ringraziamento ai candidati RSU e delegati TAS, ha preso parola il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana.

“Grazie a tutti per il vostro impegno, oggi il compito delle RSU nelle scuole non è facile ma i valori che ci accomunano vanno al di là delle difficoltà. La scuola oggi è l’unico ascensore sociale veramente esistente e la scuola pubblica è l’unica realtà che permette a tutti di poter crescere. Noi, prima di tutto, abbiamo il ruolo di educatori, di creare i cittadini del domani e dobbiamo farlo capire anche alla politica. Il lavoro delle RSU e TAS è fondamentale nella scuola in cui ci troviamo oggi, ovvero quella dell’autonomia, disgregata e non unitaria”.

Sui numeri poi annunciati dal Ministro Valditara circa lo stanziamento di risorse previste per il rinnovo del CCNL valido per il triennio 2022-24, per cui le trattative procedono ancora a rilento, Castellana ha precisato: “I 240 milioni di euro annunciati da Valditara, sono una mancia in pratica, che divisi sui dipendenti sono 200 euro lordi, se ci va bene 100 euro medi, è una risorsa una tantum per giunta limitata e che non cambia di certo le condizioni economiche del contratto. Forse, potrei pagarci la bolletta. Un contratto deve essere migliorativo rispetto al precedente e ciò che chiediamo sono risorse adeguate, come quelle previste, ad esempio, per il Ponte sullo Stretto o per le armi”.

Con uno sguardo poi rivolto alla scuola di oggi, Castellana ha sottolineato: “La scuola si sta trasformando in un’azienda, con a capo i dirigenti scolastici, che noi ricordiamo siamo gli unici a non iscrivere. Oggi il nostro compito è restituire alla scuola una sua dignità, a partire dai suoi protagonisti, i docenti, sottopagati ed umiliati da una politica che fino ad oggi li ha ignorati. Per una scuola di qualità, occorrono docenti di ruolo e ben pagati, mentre oggi la nostra categoria è soprattutto precaria, il prossimo anno, infatti, ci saranno 250mila precari a dimostrazione del fatto che le assunzioni annunciate dal governo non sono servite ad una copertura completa”.

A conclusione del suo intervento il coordinatore nazionale ha poi commentato il decreto maturità annunciato dal MIM: “Io avrei lasciato anche l’esame della quinta elementare, perché la vita è un esame quotidiano e non possiamo pensare di costruire la futura classe di cittadini, senza educare anche alla frustrazione. Mi fa piacere anche il ritorno alla vecchia dicitura e sono d’accordo nel sottolineare l’importanza di un momento serio come quello dell’esame, primo banco di prova di maturità. L’unica cosa che mi preoccupa – ha concluso – è che anche con l’esame di maturità si è trovato un modo per risparmiare, perché riducendo i membri di commissione, ci saranno 15milioni di euro di avanzo che guarda caso sono quelli previsti per coprire l’assicurazione sanitaria. Noi abbiamo solo bisogno di risorse nuove e per questo – rivolgendosi alle RSU – a voi il compito importante di vigilare in tutte le scuole perché i diritti vengano salvaguardati. La nostra presenza è baluardo e trasparenza in tutte le scuole d’Italia”.

Veronica De Michelis

 

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