11 Sentenze favorevoli: il Tribunale del Lavoro di Ascoli Piceno, con una serie di sentenze emesse il 24 luglio 2025, ha stabilito che chi lavora nei festivi infrasettimanali ha diritto alla retribuzione aggiuntiva prevista dal CCNL, anche per gli anni 2018–2021. È l’esito di 11 cause vinte dal NurSind, che ha promosso i ricorsi per tutelare infermieri esclusi dai pagamenti dovuti.
Le cause nascono da una lunga battaglia legale del NurSind territoriale, che dal 2022 aveva già ottenuto i primi risultati grazie a decreti ingiuntivi. L’AST, però, si era rifiutata di riconoscere gli arretrati per il triennio 2018–2021, costringendo i lavoratori a rivolgersi ai giudici.
“Abbiamo denunciato per anni un’ingiustizia evidente – dichiara Maurizio Pelosi, segretario NurSind di Ascoli Piceno – l’amministrazione ha ignorato ogni sollecito. I giudici ci hanno dato pienamente ragione. Ora non ci sono più scuse.”
La sentenza e i suoi effetti
Il giudice Riccardo Ionta, con la sentenza n. 157/2025 (RG 246/2024), ha condannato l’AST a pagare € 1.806,48 a un’infermiera per lavoro straordinario festivo non retribuito tra il 2018 e il 2021, oltre agli interessi legali.
Il Tribunale ha ribadito che:
- il lavoro nei festivi infrasettimanali dà diritto a riposo compensativo o pagamento con maggiorazione (30% diurno, 50% notturno);
- il diritto non decade automaticamente se il lavoratore non esercita l’opzione entro 30 giorni, come eccepito dall’azienda;
- se il riposo non è concesso, spetta il pagamento economico.
Respinta anche l’eccezione dell’AST sulla legittimazione passiva: l’azienda subentra nei rapporti giuridici della ex ASUR.
NurSind: “Ora si riconosca il diritto”
Il sindacato chiede ora alla nuova Direzione Generale un cambio di rotta. È già stata inviata una messa in mora per gli iscritti ancora in attesa dei pagamenti relativi al periodo agosto 2020–dicembre 2021, tuttora recuperabile.
“Se non si troverà una soluzione immediata – avverte Pelosi – proseguiremo con le azioni legali. Nessuno resterà indietro.”
Un precedente per tutta Italia
Le sentenze potrebbero aprire la strada ad altri ricorsi anche in altre regioni, dove persistono ritardi o rifiuti nel pagamento dei festivi lavorati, in violazione del CCNL. Il principio affermato – riconoscimento del diritto al compenso anche senza richiesta formale entro 30 giorni – rappresenta un precedente giuridico rilevante per tutti i professionisti sanitari.
Giuseppe Provinzano
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