Da Napoli il Ministro Valditara replica alle richieste sindacali sugli stipendi dei docenti, rivendicando la firma di tre contratti e aumenti medi di 416 euro. L’11 marzo si terrà l’incontro decisivo con i sindacati all’Aran.
Da Napoli arriva la risposta del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara alle richieste dei sindacati sul recupero del potere d’acquisto del personale scolastico. Secondo quanto battuto dall’agenzia di stampa ANSA, il responsabile del dicastero di Viale Trastevere ha risposto a distanza alle dichiarazioni del segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri, difendendo le azioni dell’esecutivo per restituire dignità alla categoria. Il Ministro ha infatti rivendicato un risultato senza precedenti per il sistema educativo italiano, spiegando che l’attuale governo si appresta a chiudere ben tre rinnovi contrattuali all’interno di una singola legislatura.
Entrando nel dettaglio dei numeri, Valditara ha anticipato che la firma del nuovo accordo dovrebbe garantire ai docenti un aumento medio di 416 euro mensili. Pur ammettendo che i margini di miglioramento ci siano sempre, ha inquadrato questo traguardo economico come un eccellente punto di partenza.
La macchina negoziale è peraltro già in moto: il titolare dell’Istruzione ha annunciato che l’11 marzo si terrà un tavolo tecnico presso l’Aran con tutte le sigle sindacali. Questa convocazione, propedeutica alla stipula del terzo contratto, fa seguito all’atto d’indirizzo che il Ministero ha recentemente inoltrato alla Funzione Pubblica.
Il confronto a distanza ha toccato anche l’emergenza del precariato. Su questo fronte, Valditara ha voluto snocciolare i dati relativi alla stabilità lavorativa, ricordando che in poco più di tre anni sono state effettuate immissioni in ruolo per 156mila lavoratori, comprendendo sia gli insegnanti sia il personale ATA. A supporto delle politiche governative, ha inoltre citato l’allargamento della platea dei beneficiari della Carta del docente, oggi riconosciuta anche a chi lavora a tempo determinato. L’intervento si è chiuso ribadendo la convinzione che l’amministrazione stia offrendo risposte tangibili e concrete alle preoccupazioni sul futuro dell’istruzione sollevate dalle organizzazioni sindacali.





