La “direttiva madre” per accelerare le trattative per i nuovi contratti della pubblica amministrazione
Per il triennio 2025-2027 il governo ha stanziato quasi 10 miliardi di euro a garanzia dei rinnovi dei contratti dei dipendenti pubblici. Nel frattempo, il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha firmato la “direttiva madre”, la cornice entro la quale si muoveranno i prossimi scatti salariali. Una mossa quella dell’esecutivo per accelerare sui tempi ed evitare che le trattative si prolunghino oltre il dovuto.
Le tempistiche
I 10 miliardi stanziati dal governo dovrebbero assicurare un aumento degli stipendi degli statali. La somma nei prossimi tre anni dovrebbe garantire ai dipendenti pubblici il recupero dell’inflazione (al 2 per cento). Oltre alla “direttiva madre” è stata firmata anche quella che riguarda il comparto delle Funzioni centrali: quasi 200mila dipendenti tra agenzie fiscali, ministeri ed enti pubblici non economici.
Entrambi i provvedimenti sono stati inviati al ministero dell’Economia per le verifiche. Quando l’Aran, l’Agenzia per la contrattazione pubblica, darà il via libera allora potranno essere convocati i tavoli con i sindacati.
A novembre arriverà invece il parere sulla “rappresentatività” delle sigle in base a ciascun negoziato. Ma il primo tavolo a partire dovrebbe essere quello relativo alle Funzioni centrali. Subito dopo sarà il turno del comparto sanitario. Per quanto riguarda il contratto scuola, le trattative proseguono. L’esecutivo ha trovato altri 240 milioni di euro da stanziare una tantum.
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