
Il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per il comparto Istruzione e Ricerca relativo al triennio 2022-2024 è stato sottoscritto durante la riunione del 5 novembre presso l’Aran.
L’accordo, che interessa oltre 1 milione e 286mila dipendenti tra personale scolastico, universitario, degli enti di ricerca e Afam è stato firmato da Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Gilda-Unams, Snals-Confsal e Anief, mentre la Flc Cgil ha deciso di non sottoscrivere l’intesa. Il rinnovo contrattuale si chiude senza modifiche alla normativa vigente sul piano giuridico.
Il contratto prevede aumenti medi mensili di circa 150 euro lordi per tredici mensilità, con incrementi differenziati per categoria professionale: fino a 185 euro medi mensili per i docenti in base all’anzianità di servizio e circa 240 euro per i dirigenti scolastici.
Gli incrementi economici, per oltre il 60% già erogati in busta paga sotto forma di indennità di vacanza contrattuale, saranno integrati con il pagamento degli arretrati in un’unica soluzione, presumibilmente entro il periodo natalizio con applicazione di una tassazione agevolata.
Le somme relative agli arretrati e all’una tantum variano in base alla fascia di anzianità e al profilo professionale, con importi netti per gradone che vanno dai 31,93 euro per i docenti della scuola dell’infanzia e primaria con 0-8 anni di servizio fino ai 56,03 euro per i funzionari amministrativi con oltre 35 anni di anzianità.
Avvio delle trattative per il contratto 2025-2027
Intanto, Il Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo ha annunciato durante la trasmissione “Mattino Cinque” che “entro la fine dell’anno verranno avviati i negoziati” per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego relativi al triennio 2025-2027, precisando che “le risorse sono già stanziate”.
Zangrillo ha firmato il 30 ottobre scorso l’atto di indirizzo quadro che definisce le priorità e la cornice negoziale generale per tutti i comparti, incluso quello dell’Istruzione e Ricerca.
La manovra finanziaria ha stanziato complessivamente circa 10 miliardi di euro per il triennio contrattuale 2025-2027, di cui 5,5 miliardi a regime e 4,38 miliardi garantiti dal fondo sanitario e dai bilanci di Enti territoriali e università.
Il Ministro ha sottolineato che “finalmente” le trattative e i rinnovi “si svolgeranno in tempi ragionevoli” con l’obiettivo di “firmare il contratto entro il 2027”, garantendo continuità contrattuale ed evitando i ritardi che in passato hanno indebolito il potere d’acquisto dei dipendenti pubblici.
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