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anno II numero 1 - gennaio / febbraio / marzo 2019

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15 Dicembre 2025

GLI ESPERTI RISPONDONO

Milleproroghe. Il governo allunga la staffetta: medici in corsia fino a 72 anni anche per il 2026

Verrà presentato un emendamento al Milleproroghe. L’annuncio del ministro Ciriani: “Medici e dirigenti ospedalieri potranno restare in servizio, anche quelli già in pensione”. La misura tampone per rispondere all’allarme della Cimo-Fesmed e scongiurare la chiusura di reparti in territori a rischio.

Il governo risponde all’emergenza medici con un altro “allungamento di vita” per i camici bianchi più anziani. Un emendamento al decreto Milleproroghe, annunciato ieri dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, prorogherà per tutto il 2026 la norma che consente a medici e dirigenti ospedalieri di restare in servizio fino a 72 anni, e non più solo fino a 70. La misura, che scadeva a fine 2025, è stata rilanciata per evitare che ulteriori migliaia di professionisti lascino gli ospedali, e viene ora estesa anche ai medici già andati in pensione che abbiano meno di 72 anni: potranno rientrare volontariamente in corsia.

La decisione arriva come risposta diretta all’allarme lanciato nei giorni scorsi dalla Federazione Cimo-Fesmed, che aveva denunciato il “blocco” di circa 5 mila professionisti a livello nazionale che, grazie alle precedenti deroghe, erano rimasti a lavorare dopo i 70 anni, risultando in molti reparti “indispensabili per garantire turni e continuità assistenziale”.

Ma l’urgenza della proroga nasce anche da una crisi territoriale che rischia di paralizzare interi presidi, soprattutto nelle aree più periferiche del Paese. Negli ultimi mesi, diverse regioni hanno segnalato il pericolo concreto di chiusura di servizi essenziali per mancanza di personale medico specializzato.

Il retroscena: l’emergenza in Calabria
Non a caso, esponenti di spicco di Forza Italia – come il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e il vice capogruppo alla Camera, Francesco Cannizzaro – avevano già sollecitato l’intervento del governo dopo mesi di mobilitazione popolare contro il rischio di chiusura dell’ospedale di Polistena, in provincia di Reggio Calabria. Altra situazione critica si era registrata sempre in Calabria, all’ospedale di Locri (RC).

A Polistena, il mancato rinnovo della norma avrebbe potuto determinare la chiusura del reparto di anestesia e rianimazione, lasciando un intero territorio senza un servizio critico. La proroga – sulla quale avevano già messo la faccia i due big di Forza Italia – era stata già preannunciata ad inizio gennaio ai comitati civici di protesta. Questo emendamento rappresenta per questi territori una misura di sopravvivenza, seppur temporanea.

Ora, lo stesso ministro Ciriani ha rivendicato il provvedimento, definendolo frutto di un confronto diretto con il ministro della Salute Orazio Schillaci e con Palazzo Chigi: “Si tratta di una misura che interessa medici e dirigenti ospedalieri”, ha spiegato, ricordando che analoghi interventi erano stati già messi in campo per i medici di famiglia, che oggi possono rinviare la pensione fino ai 73 anni.

 

di Giovanni Rodriquez

FONTE: QUOTIDIANO SANITA’
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