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19 giugno 2026

GLI ESPERTI RISPONDONO

Maturità 2026, tre studenti su quattro preparati dai chatbot: l’IA mette in crisi i gruppi di studio

A pochi giorni dalla prima prova scritta, l’esame di Stato diventa un banco di prova anche per l’intelligenza artificiale.

Mai come quest’anno, infatti, chatbot come ChatGPT hanno plasmato le abitudini di studio di una generazione intera di maturandi. Lo racconta l’osservatorio tematico realizzato da Skuola.net su circa mille alunni di quinto superiore.

La fotografia che emerge è nitida: il 47% dei candidati utilizza l’IA quotidianamente per prepararsi, una quota praticamente raddoppiata rispetto al 27% registrato due anni fa. A questi si aggiunge un altro 27% che ne fa un uso più saltuario. Il conto finale dice che tre studenti su quattro hanno avuto a che fare con i chatbot nel corso dell’anno. Solo il 9% dichiara di non averli mai toccati, contro il 24% del 2024.

Si chiede spiegazioni, non compiti già pronti

È cambiato però il modo di interagire con questi strumenti. Mentre fino a due anni fa l’impiego più diffuso riguardava la scrittura per procura di esercizi e testi, oggi il quadro appare più sfumato. Il 61% degli utilizzatori abituali si rivolge all’IA per prepararsi a interrogazioni e verifiche, chiedendo schemi, riassunti o spiegazioni mirate. Quasi uno su due (48%) la consulta per ottenere idee e spunti da sviluppare in autonomia. Il 42% la usa per approfondire argomenti e fare ricerche, il 16% per esercitarsi con quiz e domande.

Restano ampie sacche di delega totale: il 38% si fa svolgere esercizi e problemi pratici, il 34% affida all’IA la scrittura di temi o riassunti, il 24% la usa per tradurre o farsi correggere i propri elaborati.

La paura di restare a mani vuote senza algoritmo

La consapevolezza del rischio è diffusa. Tre maturandi su quattro che utilizzano abitualmente i chatbot ammettono che l’eccessiva dipendenza potrebbe ridurre la loro autonomia cognitiva. Per il 26% il problema è già concreto: senza l’aiuto dell’IA si sentono meno preparati. Quasi la metà (49%) dichiara di aver perso qualcosa per strada, pur avendo cercato di mantenere un equilibrio tra supporto tecnologico e sforzo personale. Solo uno su quattro si dice perfettamente in grado di fare a meno dell’assistenza artificiale.

I gruppi di studio resistono, ma perdono terreno

L’avanzata dei chatbot ridisegna anche le dinamiche tra compagni. Il 23% degli intervistati ammette di non sentire il bisogno di confrontarsi con i coetanei, perché tanto ha un’intelligenza artificiale con cui dialogare. I gruppi di studio, tradizionale rito della vigilia della Maturità, non scompaiono ma arretrano: solo il 17% si riunisce con frequenza quotidiana o quasi. Un altro 41% organizza maratone collettive in modo sporadico, mirato a verifiche specifiche.

L’IA prima e durante le prove

Il 77% dei maturandi userà i chatbot anche per prepararsi direttamente all’esame di Stato. La fetta più grande (34%) li impiegherà per scrivere relazioni, riflessioni personali, il Curriculum dello studente o i materiali legati al colloquio (PCTO, Educazione civica). Un 19% li trasformerà in coach per ripassare le materie orali. Solo una minoranza li utilizzerà principalmente per la prima (14%) o la seconda prova (11%).

Quanto all’eventualità di usarli durante le prove scritte, il 9% è certo di farlo. Un altro 11% è ancora in dubbio. Le conseguenze per chi viene scoperto vanno dall’esclusione dall’esame a un brutto voto, visto che un quarto di questi potenziali furbetti è pronto a “copiare senza mettere in discussione nessun suggerimento” del chatbot.

Di Andrea Carlino

FONTE: ORIZZONTE SCUOLA
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