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GLI ESPERTI RISPONDONO

Manovra. Schillaci: “Per il personale ci sono più risorse. Ma in Italia troppa burocrazia e minori possibilità di carriera. Ssn sia più attrattivo”

Il Ministro della Salute, intervenendo oggi ad Unomattina su Rai Uno, ribadisce lo stanziamento di oltre 7 miliardi per la sanità nella Manovra. Priorità alla lotta alle liste d’attesa con nuove assunzioni e al potenziamento della prevenzione. Obiettivo chiave è eliminare le disparità territoriali nell’accesso alle cure. Confermato l’impegno per valorizzare il personale sanitario, sia economicamente che riducendo la burocrazia.

“Lo stanziamento più importante mai fatto in termini assoluti”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenuto oggi a Unomattina su Rai Uno, ha definito il finanziamento previsto per la sanità nella Manovra 2026. “È previsto uno stanziamento aggiuntivo di 2,4 miliardi rispetto al 2025. Ma in realtà parliamo di oltre 7 miliardi, perché a questi vanno aggiunti quelli che erano stati stanziati precedentemente”, ha chiarito il ministro.

Oltre alla quantità di risorse, Schillaci ha posto l’accento sulla qualità della spesa, annunciando due assi prioritari d’intervento: la valorizzazione del personale sanitario e un deciso investimento sulla prevenzione. “Finora, purtroppo, la prevenzione è sempre stata considerata la Cenerentola del Servizio sanitario nazionale, mentre in una nazione come la nostra, così longeva e con tante persone over 65, puntare sulla prevenzione è un imperativo”, ha affermato.

Sul fronte caldo delle liste d’attesa, il ministro ha indicato la strada maestra nelle “più assunzioni” previste in Manovra e ha sollecitato le Regioni a completare l’attivazione dei Cup regionali. Ha inoltre ricordato ai cittadini la possibilità di richiedere, in caso di attese troppo lunghe, le prestazioni in intramoenia o nel privato accreditato senza costi aggiuntivi. “È un gioco di squadra e va fatto tutti insieme”, ha ribadito, lanciando un messaggio forte contro le disparità territoriali: “È impensabile, nel Terzo millennio e in una nazione come l’Italia, che la possibilità di accesso alla cura dipenda dal Cap di residenza”.

Collegandosi idealmente al richiamo del Presidente Mattarella ai “Giorni della ricerca”, Schillaci ha rimarcato come un Servizio sanitario nazionale che non funziona equivalga a una mancata piena applicazione dell’articolo 32 della Costituzione. “Il nostro Ssn è un unicum nel mondo, ma l’evoluzione deve portarci a migliorare, a rendere più facile l’accesso alle cure e ad evitare le disparità”.

Infine, un focus sulla crisi del personale. “Medici e operatori sanitari rappresentano la parte migliore del Ssn. Dobbiamo difenderli e pagarli meglio”, ha affermato Schillaci, annunciando l’aumento dell’indennità di specificità. Ma per trattenere i giovani, ha avvertito, non bastano solo gli incentivi economici: “Da noi c’è troppa burocrazia e minori possibilità di carriera. Dobbiamo rendere il sistema più attrattivo”. La sfida, dunque, è sia finanziaria che organizzativa.

FONTE: QUOTIDIANO SANITA’
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