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GLI ESPERTI RISPONDONO

Il ministro Zangrillo: “10-12 grand commis dello Stato potranno guadagnare oltre 300mila euro”

Il titolare della pubblica amministrazione ha quantificato le conseguenze della sentenza della Consulta che a luglio ha giudicato illegittimo il tetto di 240mila euro introdotto nel 2014

Il superamento del tetto dei 240mila euro di retribuzione per i dipendenti pubblici con il ritorno al livello del primo presidente della Corte di Cassazione riguarderà 10-12 grandi commis dello Stato. A quantificare le conseguenze della sentenza della Consulta, che a luglio ha giudicato illegittima la limitazione introdotta nel 2014, è stato il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo in una intervista a Radio 24. Zangrillo ha annunciato l’arrivo in Parlamento la prossima settimana del disegno di legge sulla valutazione dei dirigenti pubblici che introduce alcuni paletti: non oltre il 30% dei dirigenti potranno essere considerati eccellenti.

“Siccome il provvedimento è stato adottato quasi 10 anni fa”, ha detto, “la Corte dice, “non è che potete continuare a mantenere quella misura perché la fase emergenziale ormai si è esaurita”. Siamo tornati al tetto del primo Presidente della Corte di Cassazione che è un importo intorno ai 311.000 euro. Qualcuno sostiene che questi devono essere aggiornati dal punto di vista delle indicizzazioni che si sono perse nel tempo in questi anni e quindi si potrebbe arrivare quasi a 350-360.000 euro. È una verifica che stiamo facendo. Di automatismi conseguenti alla sentenza della Corte ce ne sono pochi, sostanzialmente tutti coloro che prima della definizione del tetto avevano una retribuzione superiore al tetto e quindi queste persone, visto che viene meno il tetto, dovranno essere riportate alla retribuzione precedente alla definizione del tetto. E, lo ripeto, si tratta di alcuni grandi commis di Stato. Saranno 10, 12 persone complessivamente. Quindi non una cifra eccessiva”.

Zangrillo ha sottolineato che un tema importante è quello della valutazione dei dirigenti. Oggi il 98%, più o meno, è valutato come eccellente e questo comporta dei benefici in termini di salario. Di qui il disegno di legge “che introduce intanto delle limitazioni sulla definizione delle eccellenze; quindi, avremo un 30% massimo di eccellenti. E poi introduce dei meccanismi che effettivamente garantiscono una gestione delle valutazioni, delle performance, che effettivamente abbiano un livello di credibilità adeguato”.

di F. Q.

FONTE: FATTO QUOTIDIANO
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