Testo definitivo della Legge di Bilancio, sono state confermate tutte le misure anticipate dalla nostra redazione. Poco per quanto riguarda strettamente la scuola, molte misure sono comunque di interesse per il personale. Riportiamo sotto i provvedimenti più attinenti.
Il CNEL ha approvato un DDL per garantire continuità didattica agli alunni con disabilità, limitando il turnover degli insegnanti di sostegno. La proposta punta anche sulla formazione specializzata estesa a tutti i docenti, non solo a quelli di sostegno, rendendo l’inclusione una responsabilità condivisa. L’obiettivo è affermare che l’inclusione e la continuità non sono opzioni o concessioni, ma diritti fondamentali per costruire una scuola equa
L’Assemblea del CNEL ha dato il via libera a una proposta di legge (DDL) che mira a rafforzare l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, intervenendo su due aspetti critici: la continuità didattica e la formazione specializzata degli insegnanti. L’iniziativa nasce dalla convinzione che l’inclusione non possa dipendere dalla fortuna o dalla buona volontà dei singoli, ma richieda basi solide e condivise a livello di sistema.
Stop al turnover: l’obiettivo è assicurare la prosecuzione
Uno dei problemi più sentiti dalle famiglie e dagli studenti con disabilità è l’eccessivo turnover degli insegnanti di sostegno. I dati ISTAT parlano chiaro: 68 alunni su 100 cambiano insegnante ogni anno, e quasi la metà di quelli con disabilità intellettive o relazionali non ha lo stesso docente per l’intero anno scolastico. Questo crea instabilità, costringendo gli alunni a “vite spezzettate in continui ricominciamenti” e minando la possibilità di costruire un percorso educativo sereno e personalizzato.
Il DDL del CNEL propone interventi mirati per limitare questo fenomeno, affermando un principio chiaro: “L’inclusione non è un’opzione e la continuità didattica non è una concessione ma un diritto“, come sottolineato dal consigliere CNEL Vincenzo Falabella, relatore della proposta.
Formazione diffusa: l’inclusione è responsabilità di tutti
Il secondo pilastro della proposta è un investimento strutturale sulla formazione, sia iniziale che in servizio. Cruciale è l’estensione di questa formazione non solo ai docenti specializzati per il sostegno, ma a tutti i docenti curriculari. L’idea è che l’intera comunità scolastica debba possedere le competenze per rispondere ai bisogni educativi degli alunni con disabilità.
“Inclusione significa corresponsabilità: non può essere delegata al solo insegnante di sostegno, ma deve diventare parte integrante della professionalità di ogni docente”, ha dichiarato Falabella. Una scuola inclusiva si costruisce con competenze diffuse e consapevolezza pedagogica condivisa.
Valorizzare il ruolo del docente di sostegno
Per rendere più stabile la figura del docente di sostegno e contrastare la tendenza a considerare questo ruolo solo un “passaggio strumentale” verso il posto comune, il DDL introduce misure incentivanti e interventi per contenere la mobilità verso altri insegnamenti. L’obiettivo è favorire la permanenza nel ruolo di sostegno, riconoscendone il valore e la specificità, attraverso percorsi dedicati e riconoscimenti.
Un passo verso una scuola per tutti
“Ho sempre creduto che il futuro del nostro Paese passi dal rilancio del sistema educativo e questo significa partire dalla scuola“, ha aggiunto Falabella. “Una scuola che non può più permettersi di essere selettiva o frammentata, ma che deve diventare il motore di una reale inclusione sociale per tutti gli alunni e alunne anche per le persone con disabilità“. La proposta del CNEL vuole tradurre in politiche concrete l’idea di una scuola che mette al centro la persona. “Ogni alunno e ogni alunna con disabilità ha il diritto di essere visto, ascoltato e accompagnato nel proprio percorso“. Sarà ora fondamentale, conclude Falabella, che questo impegno legislativo “trovi concreta attuazione nelle scuole, con risorse adeguate, monitoraggio continuo e ascolto delle famiglie e dei territori“, per costruire una scuola davvero aperta e competente, “perché solo costruendo una scuola davvero aperta, accogliente e competente potremo dire di non aver lasciato indietro nessuno”.





