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GLI ESPERTI RISPONDONO

Carta del docente, quando arriva? Frassinetti: “Conclusa la fase di verifica, attendiamo il via libera del Mef”

uando arriva la Carta Docente? Ieri, 18 febbraio, la deputata Pd Irene Manzi ha presentato, in Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, sulla Carta Docente. Paola Frassinetti, sottosegretaria all’Istruzione e al Merito ha dato alcune delucidazioni, anche se ancora non è chiaro quando sarà erogata.

Ecco cosa ha detto Frassinetti sulle tempistiche: “La scelta è chiara, distinguere i costi per la formazione, che dovranno essere gestiti dalle scuole con gli altri acquisti di welfare. Quanto ai tempi di erogazione, l’allargamento della platea ci ha fatto attendere gennaio per il consolidamento dei dati. Anticipare l’erogazione avrebbe escluso ancora una volta i precari. La fase di verifica della platea si è conclusa, attendiamo il prossimo via libera da parte del Mef. Il Mim ha l’obiettivo di rendere la Carta docente una carta di welfare, in prospettiva anche al personale ATA”.

La controreplica

Ecco cosa ha dichiarato Manzi in merito alla risposta del Governo: “La risposta del Governo alla nostra interrogazione sulla Carta del docente è purtroppo insoddisfacente. Siamo di fronte a uno strumento che, nei fatti, è scomparso dai radar: un grave ritardo nell’apertura della piattaforma, nessuna tempistica certa, nessuna data precisa per l’uscita del decreto”.

“Resta un nodo fondamentale: le risorse stanziate non sono sufficienti. L’estensione della platea senza un adeguato rifinanziamento comporta inevitabilmente una riduzione dell’importo individuale e una perdita di efficacia della misura. Ancora più grave è lo snaturamento della vocazione originaria della Carta, nata per sostenere in modo diretto e strutturale la formazione continua degli insegnanti. Non si nega la necessità di misure di welfare a sostegno del personale docente ma consentire che la carta docente possa coprire anche spese non legate alla formazione ma, ed esempio, ai trasporti rischia di snaturare l’obiettivo fondamentale di quello strumento che deve restare legato alla formazione.Di fatto, si rischia di smantellare una misura importante per la qualità del nostro sistema scolastico e per la valorizzazione della professionalità docente. Continueremo a incalzare il Governo affinché garantisca risorse adeguate, tempi certi e il pieno rispetto della funzione formativa della Carta del docente, nell’interesse delle insegnanti, degli insegnanti e della scuola”, ha concluso.

Le ultime indiscrezioni

Ci sarebbero delle indiscrezioni, che fonti del Ministero dell’Istruzione e del Merito avrebbe rivelato a Fanpage. Se il bonus sarà utilizzabile anche per acquistare abbonamenti relativi ai trasporti e biglietti di bus, treni e aerei, sarà obbligatorio dichiarare le finalità del viaggio? A quanto pare no, non sarà necessario dimostrare che il viaggio sia finalizzato all’aggiornamento professionale o alla formazione.

Fonti del Ministero hanno inoltre spiegato a Fanpage che la Carta potrà essere usata per i trasporti da tutti i docenti compresi nella platea: i fuorisede potranno usare quei soldi anche per gli spostamenti in treno o aereo per tornare nella propria città di residenza.

L’annuncio di Valditara per gli ATA

In questi giorni il capo del ministero di Viale Trastevere ha fatto un importante annuncio, stavolta rivolto agli ATA. Durante il seminario che si è svolto a Napoli dal 9 febbraio dal titolo “Il personale ATA nella scuola dell’Autonomia: come valorizzare una professione alla luce dei nuovi profili professionali contrattuali?”, promosso da ANIEF e voluto dal Dipartimento CONDIR, il ministro ha rilasciato importanti dichiarazioni tramite un messaggio fatto leggere in sala.

“In questa stagione di riforme, stiamo scrivendo un altro importante capitolo: mi riferisco all’assicurazione sanitaria integrativa. Sempre più attenzione al personale, che dovrà estendersi anche in materia di alloggi. È mia intenzione estendere i benefici della carta docente come una vera carta di welfare a tutto il personale ATA”, queste le parole lette al convegno, accolte con applausi.

“Sul versante della semplificazione stiamo procedendo per agevolare il lavoro delle amministrazioni scolastiche. Noi abbiamo l’intenzione di facilitare il lavoro senza inutile burocrazia”, ha concluso il ministro.

Le parole di Valditara del 5 febbraio

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, ha rotto il silenzio sulla Carta Docente con un video del 5 febbraio. Ma a quanto ammonterà la carta docente? Il ministro non si è sbilanciato. Ecco le sue parole.

“Aumentano i fondi dei servizi per la Carta Docente e aumenta anche la platea degli utilizzatori. Abbiamo infatti deciso di aggiungere ai 400 milioni che ogni anno sono destinati a finanziare la carta docente altri 270 milioni di euro tratti dai fondi europei. Inoltre, abbiamo aggiunto 253.868 utilizzatori, ovvero i precari fino al 30 giugno e il personale educativo“.

Come funzionerà la Carta Docente

“Cerchiamo di spiegare meglio il funzionamento della nuova carta e quali sono le finalità – continua il Ministro – Innanzitutto, dobbiamo ricordare che la carta docente per legge può essere impiegata soltanto per finalità di formazione. La carta docente era stata concepita male perché si riferiva soltanto al personale di ruolo, ma dal 2021 alcune sentenze hanno condannato lo Stato ad estenderla anche ai docenti precari. Queste sentenze non erano mai state adempiute; noi abbiamo iniziato lo scorso anno e quest’anno abbiamo completato l’adempimento di queste sentenze affinché giustamente anche i precari possano godere di questo benefit“.

“In questi 4 anni – aggiunge Valditara – sono stati spesi 1 miliardo e 323 milioni di euro, utilizzati con queste finalità: il 60,5% delle risorse è stato impiegato per l’acquisto di hardware e software (tablet e computer), il 28% per l’acquisto di libri e il 6% per spese di formazione. Abbiamo deciso di potenziare i servizi per la formazione: il docente potrà continuare a utilizzare la carta, ma per l’acquisto di tablet, computer o libri potrà passare dalla sua scuola. Infatti, alle scuole saranno destinati i 270 milioni di euro di fondi europei, che acquisteranno i dispositivi o i testi per darli poi in comodato ai docenti. Per queste attività aggiuntive, il personale sarà pagato in più con i fondi europei“.

Carta Docente, quali nuovi servizi?

Il Ministro aggiunge: “Si libereranno dunque risorse importanti sulla carta docente che abbiamo deciso di destinare anche ad altri servizi: da quest’anno, infatti, saranno utilizzabili pure per le spese di trasporto, inclusi gli abbonamenti sui mezzi pubblici. L’idea di fondo è distinguere i costi della formazione — che dovranno essere sempre più a carico dei fondi europei e gestiti dalle scuole — dai costi inerenti alla carta docente, che dovrà essere sempre più una carta di welfare, estesa in prospettiva anche al personale ATA. In questo senso, intendiamo completare il percorso già avviato con l’assicurazione sanitaria per tutto il personale, l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e in itinere, e una serie di scontistiche“.

Tempi di erogazione

“Per quanto riguarda i tempi di erogazione, – conclude Valditara – da quest’anno dipendono dall’allargamento della platea: l’apertura ai precari comporta infatti che si debba attendere gennaio per il consolidamento dei dati. Erogare la carta in anticipo avrebbe significato escludere i precari, ma poiché la carta ha durata biennale, nessuna risorsa sarà perduta. Abbiamo compiuto il primo passo con l’estensione ai trasporti; la strada è avviata nell’interesse di tutto il personale“.

E l’importo?

Nel video il Ministro non si sbilancia sull’importo che sarà erogato. Secondo quanto riportato da fonti sindacali (LEGGI LA NOTIZIA), la cifra dovrebbe essere decurtata di 100 euro, quindi ai docenti arriveranno 400 euro. Ma per questo si deve attendere il decreto.

Di Laura Bombaci

TECNICA DELLA SCUOLA
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