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anno II numero 1 - gennaio / febbraio / marzo 2019

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15 Dicembre 2025

GLI ESPERTI RISPONDONO

Aumenti degli stipendi dei docenti, un rinnovo del contratto legato anche alla prossima legge di bilancio

Sul rinnovo del CCNL scuola 2022-2024 si procede con gli incontri per cercare una possibile intesa, tanto auspicata dal Presidente dell’ARAN Antonio Naddeo, ma che realisticamente non trova conforto in alcune dichiarazioni sindacali da parte della Segretaria Generale della FLC CGIL Gianna Fracassi, del Segretario Generale della UIL SCUOLA RUA Giuseppe D’Aprile e da parte del Coordinatore Nazionale della GILDA insegnanti Vito Carlo Castellana.

Scontro politico sugli stipendi dei docenti

È in atto un vero è proprio scontro politico sugli stipendi dei docenti, nel “Question Time” di ieri alla Camera dei Deputati, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, risponde alle precedenti dichiarazioni della Segretaria del Partito Democratico Elly Schlein.

La leader del maggiore partito di opposizione aveva dichiarato: “Bisogna pagare di più gli insegnanti, tra i meno pagati d’Europa, e rendere gratuiti libri di testo, mense e trasporto pubblico locale“.

Il ministro Valditara bolla le dichiarazioni della Schlein come demagogiche, specificando: “Ho istituito un tavolo di lavoro. In questi anni abbiamo incrementato progressivamente con risorse del Mim lo stanziamento del fondo per l’acquisto dei libri di testo per le famiglie meno abbienti. L’approccio del Governo è serio, in discontinuità con chi pretenderebbe, impegnando 500 milioni di euro, di equiparare gli stipendi dei docenti italiani a quelli europei e rendere gratuiti i libri gratis per milioni di studenti e dotare tutte le scuole di mense. Questi annunci denotano poca attinenza alla realtà e molta demagogia. Rispondiamo con le cifre: per il 2025 abbiamo erogato 516 milioni per le mense scolastiche; con la scorsa legge di bilancio abbiamo incrementato le risorse per il comparto scuola di oltre 4,6 miliardi per il 2025; sono allo studio misure, come quella del credito di imposta per l’acquisto dei libri. Le famiglie ci stanno a cuore nel loro sforzo di accompagnamento dei figli al percorso scolastico”.

Uil Scuola Rua chiede interventi concreti

In riferimento al rinnovo del CCNL scuola 2022-2024, interviene il Segretario Generale della UIL SCUOLA RUA Giuseppe D’Aprile: “Servono interventi concreti di tipo economico e normativo. Va recuperato il potere d’acquisto eroso dall’inflazione. Stanziare risorse aggiuntive, detassare gli aumenti contrattuali e utilizzare le risorse accantonate per il contratto 25/27. È questa la strada giusta.
Il rinnovo del contratto deve innanzitutto puntare a valorizzare il personale dal punto di vista economico. Un negoziato che dovrà prevedere interventi economici e normativi
“.

Il leader della Uil Scuola continua asserendo: “Secondo le tabelle dell’Istituto di Statistica le retribuzioni reali sono scese sotto i livelli del 2009. In questi anni, il potere d’acquisto dei lavoratori del pubblico impiego è diminuito del 16%, mentre il rinnovo del contratto proposto recupererebbe circa il 6%. Gli stipendi non coprono l’aumento del costo della vita. Il trend degli ultimi anni (dati Istat) mostra che i lavoratori non hanno beneficiato, in termini di crescita delle retribuzioni, dei momenti di sviluppo, con un Paese a PIL crescente. Con il rallentamento del PIL – in assenza di rinnovi contrattuali cospicui – la situazione è diventata ancor più critica“.

D’Aprile sottolinea l’importanza di “Detassare gli aumenti contrattuali e utilizzare le risorse accantonate per il contratto successivo, quello del 2025-27. E’ questa la strada giusta.
Stanziare risorse aggiuntive, rimarcare la specificità della comunità educante, ripristinare la trasparenza nelle relazioni sindacali a qualsiasi livello e svincolare il testo attuale da lacci burocratici incostituzionali, devono rappresentare, per quanto ci riguarda, i punti caratterizzanti del prossimo rinnovo contrattuale
“.

Il Segretario della Uil Scuola conclude le sue dichiarazioni specificando: ” Necessita ripristinare la trasparenza nelle relazioni sindacali a qualsiasi livello e svincolare il testo attuale da lacci burocratici incostituzionali.

FLC CGIL chiede risorse aggiuntive

Sulle risorse messe in campo dall’ARAN per chiudere il CCNL scuola 2022-2024, interviene in modo molto chiaro la Segretaria Generale della FLC CGIL Gianna Fracassi: “I dati che emergono dal recente rapporto Education at a Glance 2025 dell’Ocse confermano quanto affermato a più riprese da tutti i più importanti organismi statistici e di ricerca nazionali ed internazionali, ovvero che i docenti della scuola italiana sono tra i meno pagati rispetto agli altri docenti dei paesi europei e anche a livello extra-europeo“, la leader della Federazione dei Lavoratori della Conoscenza conclude con un messaggio altrettanto chiaro: “Servono le risorse aggiuntive nel Contratto per recuperare il potere d’acquisto del personale e bisogna mettere fine alla disparità esistente tra i comparti della Pubblica Amministrazione“.

Gilda: C’è grave perdita del potere d’acquisto

Il governo Meloni ha stanziato circa 240 milioni di euro per gli aumenti nella scuola, ma la Gilda degli Insegnanti critica la misura perché si tratta di risorse non aggiuntive, distribuite su oltre 1,2 milioni di dipendenti e solo “una tantum”, con un beneficio medio di pochi euro a lavoratore. L’incremento del 6% previsto nel triennio 2022-24, dice il leader della Gilda, Vito Carlo Castellana, alla ‘Tecnica della Scuola’, non copre l’inflazione (15-18%), aggravando la perdita di potere d’acquisto di docenti e Ata, già penalizzati da stipendi più bassi rispetto al resto del pubblico impiego.

Rinnovo CCNL scuola 2022-2024

Da quanto abbiamo raccolto dalle dichiarazioni di una parte maggioritaria dei sindacati, maggioritaria nel senso della rappresentatività in termini di percentuale, il rinnovo del CCNL 2022-2024 è strettamente legato alla prossima legge di bilancio 2026. Quindi l’auspicio del Presidente ARAN di chiudere già entro settembre l’accordo di rinnovo del contratto scuola, sembra non proprio a portata di mano. Molto probabilmente l’intesa potrà arrivare a gennaio 2026, trovando adeguate risorse economiche e cercando l’accordo normativo che accontenti le aspettative sindacali.

FONTE: TECNICA DELLA SCUOLA
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