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anno II numero 1 - gennaio / febbraio / marzo 2019

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GLI ESPERTI RISPONDONO

Infermiere di famiglia. La proposta NurSind Piemonte diventa legge

’ Art. 4 bis, del Disegno di Legge Regionale n.127, che prevede il potenziamento della figura dell’infermiere di famiglia, scritto e proposto dal NurSind Piemonte, è stato accolto e approvato nella seduta della IV commissione di ieri. 

“L’art 4 bis che ha trovato spazio all’interno del disegno di legge Regionale n. 127 fornisce una risposta concreta al potenziamento del territorio, necessario e fondamentale per la nostra regione”, a dichiararlo è Francesco Coppolella, coordinatore regionale NurSind Piemonte

La regione Piemonte provvederà ad adottare un Piano di assistenza territoriale con la costituzione di servizi a gestione infermieristica nell’ambito distrettuale delle Aziende Sanitarie Locali attraverso l’introduzione dell’infermiere di famiglia e/o di comunità al fine di potenziare i servizi di assistenza territoriali e domiciliari che operano a livello comunitario, familiare ed individuale.

Un atto necessario a soddisfare quelli che sono i bisogni di salute dei cittadini e in particolare quelli dei soggetti fragili, gli anziani e le cronicità, mettendo in campo, strutture, risorse e competenze proprie della professione infermieristica. Una risposta anche agli accessi ospedalieri impropri attraverso misure di prevenzione,  di cura, di monitoraggio  e di riabilitazione.

Per NurSind questo è un risultato importante per la valorizzazione della professione ai vari livelli, un traguardo frutto di lotte ma anche e soprattutto di capacità e di confronto autorevole con le istituzioni – Risultato voluto, costruito e portato avanti dalla nostra organizzazione sindacale di categoria – afferma Coppolella– ora, lavoreremo per dargli concretezza.

 “Finalmente, si è forse compreso quanto sia importante valorizzare le competenze infermieristiche per rispondere a bisogni di salute evidenti, un inizio importante per riorganizzare la nostra assistenza territoriale, tanto importante, quanto assente come ha dimostrato la pandemia- commenta il coordinatore regionale- adesso ci metteremo a disposizione per dare il nostro contributo e per rendere operativo il progetto legislativo”

“Ci aspettiamo altresì che le aziende diano corso al reclutamento degli infermieri per realizzarlo come già indicato dalla stessa regione, essendoci tra l’altro già le risorse economiche a disposizione” conclude il sindacalista.

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