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GLI ESPERTI RISPONDONO

Gli infermieri valdostani fuggono in Svizzera. Il NurSind chiede tavolo di dialogo

Ieri, il Segretario Territoriale NurSind – Giovan Battista De Gattis si è confrontato con i membri della V Commissione (e alcuni Consiglieri di opposizione) in merito alle condizioni lavorative dei professionisti infermieri dell’Azienda USL Valle d’Aosta.

Si è parlato del rapporto numerico infermieri/operatori di supporto, infermieri/servizi attivi e infermiere/paziente (max 1 a 10) che, in Valle d’Aosta, sembra essere una chimera.

Il Segretario ha messo in evidenza come la salute degli infermieri sia a rischio a causa di continue direttive che comprimono oltre misura la vita personale, creando disequilibrio nel singolo e nelle famiglie.

Si è affrontato anche il tema degli stipendi che non sono in linea con quelli dell’Europa, ma per certi versi non lo sono nemmeno con le altre regioni…per poi non parlare della differenza con la Svizzera dove un infermiere appena assunto (senza nessuna specializzazione) guadagna circa 2200 euro netti al mese contro i 1800 euro di un collega valdostano con 20 anni di servizio e 2-3 corsi post laurea.

In una situazione così complessa numerosi infermieri si licenziano (e vanno a fare altro) oppure iniziano ad esercitare la professione in Svizzera, dove permettono di scegliere il monte ore di lavoro e garantiscono un’organizzazione dei turni compatibile con le esigenze personali; ovvero rispettano il rapporto numerico infermiere/paziente.

Il Segretario ha messo in evidenza come la Svizzera sia un temibilissimo competitor in grado di sottrarre risorse infermieristiche al Sistema Sanitario Regionale che, stante i neo-laureati del 2022 (6-8), non riuscirà a coprire nemmeno i licenziamenti volontari del 2021.

Secondo NurSind vi è uno scarso investimento nell’infermieristica, ivi compresa nella formazione (vedi Corso di Laurea in Infermieristica) che necessiterebbe di nuove strutture, maggiori risorse umane ed economiche per garantire anche un’indennità aggiuntiva agli infermieri che, oltre a prestare assistenza ai pazienti, affiancano lo studente nel tirocinio clinico.

De Gattis ha chiesto l’apertura di un tavolo interistituzionale (OPI, OO.SS., AUSL, ASSESSORATO) dedicato alla promozione e sviluppo della professione; ovvero alla ricerca di soluzioni per valorizzare gli infermieri che, tra un fantomatico aumento di 350 euro lorde al mese e la possibilità di erogare un’assistenza sicura e di alta qualità (vedi rapporto infermiere/paziente) quanto rispettosa delle regole del contratto di lavoro, sceglierebbero la seconda.

In sintesi, è stato suggerito ai membri della V Commissione di riflettere sul ruolo che potrebbe avere l’infermiere nella riprogettazione dei servizi ai cittadini, ovvero di mettere in campo tutte le azioni politico-amministrative per promuovere e valorizzare una professione che sta vivendo una vera e propria crisi esistenziale.

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