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anno II numero 1 - gennaio / febbraio / marzo 2019

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28 giugno 2024

GLI ESPERTI RISPONDONO

CCNL FUNZIONI CENTRALI

Gli esiti della riunione del giorno 8 luglio

Come previsto nel pomeriggio di ieri è proseguito in Aran il negoziato sul rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2019/2021.

La discussione si è incentrata su una nuova bozza predisposta dall’Aran che in alcuni punti recepisce parti delle proposte contenute nella piattaforma FLP, poi avanzate nelle scorse riunioni al tavolo di contrattazione.

In particolare segnaliamo l’accoglimento della previsione del riconoscimento del congedo parentale di cui all’art. 32 del D. Lgs 151/2001 per ciascun figlio e non più per evento, la cumulabilità dei permessi della legge 104 con quelli per visite mediche, terapie e accertamenti diagnostici, l’eliminazione del limite dei 4 mesi l’anno di assenza ai fini della non riduzione del trattamento economico e del periodo di comporto.

Inoltre viene previsto l’allineamento della norma contrattuale con quella legislativa rispetto alla riduzione dei giorni (da 15 a 10) nei quali è prevista la trattenuta dell’indennità di amministrazione in caso di assenza per malattia.

Su questo punto che supera l’incredibile situazione di una norma contrattuale (uno dei casi più eclatanti di quanti danni abbia prodotto il CCNL 2016/2019) peggiorativa di quella legislativa, continuiamo però a manifestare la nostra contrarietà, dal momento che per noi l’indennità di amministrazione è parte integrante dello stipendio ed è inaccettabile tagliare le retribuzioni (anche per un solo giorno) in caso di malattia.

Restano ovviamente sulla bozza Aran invece tutte le ulteriori criticità da noi segnalate nei notiziari precedenti in merito al sistema di partecipazione e di relazioni sindacali, di regolamentazione delle ferie e dei permessi, del lavoro agile.

Sui permessi per visite specialistiche e accertamenti diagnostici, abbiamo ribadito la necessità che vengano escluse dal computo delle 18 ore annue quelle collegate ad accertamenti previsti dai piani sanitari nazionali e regionali in materia di prevenzione oncologica e quelle necessarie per gli accertamenti e le terapie post covid 19.

Così come non vanno calcolate nelle ore di permesso quelle necessarie per il raggiungimento della sede di lavoro dopo la prestazione, che non hanno alcun nesso con l’istituto, e surrettiziamente ne riducono in modo significativo l’efficacia già estremamente ridotta.

Sul lavoro agile e le altre forme di lavoro a distanza e di conciliazione vita lavoro, che riteniamo ulteriori punti qualificanti del negoziato, abbiamo chiesto di dedicare uno specifico approfondimento a tali istituti, uscendo da un confronto al momento ancora eccessivamente generico e poco approfondito.

Dobbiamo regolamentare aspetti importanti e innovativi che riguardano non solo l’articolazione della tipologia lavorativa, la sua effettiva realizzabilità ed esigibilità, le fasce di contattabilità e di disconnessione, ma anche ulteriori aspetti legati alle dotazioni informatiche, alle tutele assicurative, alla garanzia piena di uguali diritti in termini di riconoscimenti economici e professionali, formativi e di esercizio delle prerogative sindacali.

Approfondimenti e confronti che difficilmente possono essere fatti solo con scambi epistolari o all’interno di riunioni che ne prevedono la discussione in contemporanea con gran parte degli altri istituti, già più o meno consolidati.

Abbiamo sollecitato anche l’apertura del confronto sul tema dell’ordinamento professionale che per noi è parte fondamentale di questo contratto, e costituirà la cartina di tornasole tra un contratto fotocopia, o di mera manutenzione e rinvii, e un contratto che segna invece la discontinuità rispetto agli anni di blocco forzoso e al pessimo CCNL 2016/2018.

Così come riteniamo necessario discutere e non dare per confermata rispetto a quella attuale, la parte relativa all’utilizzo delle risorse in contrattazione decentrata e la relativa ripartizione e percentualizzazione tra vari istituti, con particolare riferimento alle posizioni organizzative, alla performance individuale, e al rapporto tra sistemi di valutazione e salario accessorio.

Argomenti tra l’altro connessi con il sistema di partecipazione e le materie oggetto di confronto e di contrattazione.

Ci auguriamo che nelle prossime riunioni tali argomenti vengano affrontati con la dovuta attenzione, considerato che molte delle cose che da tempo rivendichiamo costituiscono in altri settori del lavoro pubblico, come ad esempio l’Università e la Ricerca, addirittura le basi sulle quali il Governo ha costruito l’atto di indirizzo per il rinnovo del CCNL di quel comparto.

Sarebbe veramente incomprensibile, oltre che inaccettabile, una tale dicotomia e un diverso approccio della parte pubblica in un momento in cui la valorizzazione del lavoro pubblico, almeno a parole, costituisce uno degli obiettivi fondamentali per la ripresa del nostro Paese.

E il ruolo delle lavoratrici, dei lavoratori e delle nostre stesse Amministrazioni del comparto funzioni centrali, in questa sfida, non è certo secondario, ma del tutto centrale.

LA SEGRETERIA GENERALE

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