confederati

clicca sulle immagini
per accedere
alle relative pagine

anno II numero 1 - gennaio / febbraio / marzo 2019

HomeArchivio

28 Febbraio 2019

ANNO I NUMERO 1 - OTTOBRE / NOVEMBRE / DICEMBRE 2018

HomeArchivio

10 DICEMBRE 2018

ANNO II NUMERO 2 - aprile / maggio / giugno 2019

HomeArchivio

17 GIUGNO 2019

ANNO II NUMERO 3 - luglio / agosto / settembre 2019

HomeArchivio

19 SETTEMBRE 2019

ANNO II NUMERO 4 - ottobre / novembre / dicembre 2019

HomeArchivio

10 DICEMBRE 2019

ANNO III NUMERO 1 - gennaio / febbraio / marzo 2020

HomeArchivio

19 MARZO 2020

ANNO III NUMERO 2 - aprile / maggio / giugno 2020

HomeArchivio

10 giugno 2020

ANNO III NUMERO 3 - luglio / agosto / settembre 2020

HomeArchivio

29 settembre 2020

ANNO III NUMERO 4 - ottobre / novembre / dicembre 2020

HomeArchivio

11 dicembre 2020

ANNO IV NUMERO 1 - gennaio / febbraio / marzo 2021

HomeArchivio

27 marzo 2021

ANNO IV NUMERO 2 - aprile / maggio / giugno 2021

HomeArchivio

23 giugno 2021

ANNO IV NUMERO 3 - luglio / agosto / settembre 2021

HomeArchivio

20 settembre 2021

ANNO IV NUMERO 4 - ottobre / novembre / dicembre 2021

HomeArchivio

14 dicembre 2021

ANNO V NUMERO 1 - gennaio / febbraio / marzo 2022

HomeArchivio

22 marzo 2022

ANNO V NUMERO 2 - aprile / maggio / giugno 2022

HomeArchivio

22 giugno 2022

ANNO V NUMERO 3 - luglio / agosto / settembre 2022

HomeArchivio

29 settembre 2022

ANNO V NUMERO 4 - ottobre / novembre / dicembre 2022

HomeArchivio

28 dicembre 2022

GLI ESPERTI RISPONDONO

Giù le mani dalla libertà di insegnamento, serve un organo di garanzia indipendente

“L’episodio di Palermo, che ha visto protagonista suo malgrado la professoressa Rosa Maria Dell’Aria sospesa per due settimane con l’accusa di non aver vigilato sul lavoro dei suoi alunni che hanno accostato le norme sugli immigrati contenute nel Decreto Sicurezza del ministro Salvini alle leggi razziali emanate da Mussolini nel 1938, dimostra come sia pericoloso affidare una questione delicata come la disciplina dei docenti agli impiegati amministrativi dei provveditorati”. Chiaro, diretto e senza peli sulla lingua il commento di Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, sulla vicenda della professoressa siciliana che ha tenuto banco per giorni nelle cronache, sollevando un vespaio di polemiche e accedendo la solidarietà di tutto il mondo della scuola. Numerose le manifestazioni organizzate dai sindacati e le iniziative spontanee, come quella lanciata dagli studenti del liceo Anco Marzio di Ostia, a Roma, in difesa della libertà di insegnamento e di pensiero sancite dagli articoli 33 e 21 della Costituzione.

Per scongiurare il ripetersi di episodi del genere ed evitare altri tentativi di imbavagliare e censurare, la Gilda degli Insegnanti ha chiesto in primis che venga istituito un organo di garanzia competente e indipendente, in grado di tutelare la libertà di insegnamento. In seconda battuta, inoltre, la Gilda ha sollecitato il ripristino dell’istituto della conciliazione, abolito dalla riforma Brunetta, che eviterebbe il proliferare a dismisura del contenzioso che, infatti, è aumentato esponenzialmente da quando è in vigore la legge 150/2009.

“Tra i compiti dell’attività didattica – afferma Di Meglio – c’è anche quello di sviluppare lo spirito critico degli studenti che, non dimentichiamolo mai, sono il futuro del Paese, i cittadini ai quali spetterà guidare l’Italia e contribuire, ciascuno in base alle proprie capacità e attitudini, alla sua crescita. C’è qualcosa di schizofrenico nel reintrodurre l’insegnamento dell’educazione civica da una parte e dall’altra sospendere una docente per aver svolto il proprio lavoro senza reprimere la libertà di espressione degli alunni”.

 

Ester Trevisan

Clicca sull'immagine per aprire il file in formato PDF