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20 settembre 2021

GLI ESPERTI RISPONDONO

NurSind. 30 mila euro di risarcimento ad ogni infermiere costretto a fare l’Oss

Un altro tassello che si aggiunge alla dura battaglia sindacale per la conquista dei diritti negati agli infermieri”. Così Salvatore Vaccaro, vice segretario nazionale NurSind, definisce “una vittoria storica dal punto di vista del risarcimento del danno con quantificazioni che vanno ben oltre il 30.000 euro a dipendente per diversi dipendenti che da moltissimi anni vengono demansionati e sfruttati”.

La sentenza, che vede soccombere in questo caso l’azienda Cannizzaro di Catania, “rappresenta una sonora sberla contro la filosofia demansionante delle aziende che da anni sfruttano gli infermieri non assumendo OSS o assumendoli in misura insufficiente”. Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Catania dott.ssa Laura Renda, dopo l’udienza del 27/04/2021 (R.G 3190/2020) ha emesso la sentenza di risarcimento danni per demansionamento, conseguente alla mancata assegnazione esclusiva allo svolgimento di mansioni corrispondenti al profilo, in favore degli Infermieri iscritti al NurSind e difesi dall’Avv. Domenico De Angelis, che hanno fatto e depositato ricorso contro l’AO Cannizzaro.

Il giudice ha confermato il consolidato orientamento giurisprudenziale: l’infermiere che venga adibito prevalentemente allo svolgimento di mansioni che non rientrano nel proprio inquadramento professionale, ma che si ritrovi per lunghi periodi a svolgere compiti propri del personale inferiore con altro inquadramento, con evidente nocumento alla propria immagine professionale, ha diritto ad essere risarcito.

Nel merito dei fatti in esame il Giudice ha ribadito la sostanziale differenza tra le mansioni appartenenti alla categoria dell’infermiere e quelle appartenenti al personale di supporto, OSS, per le quali non esiste alcuna affinità o similarità, essendo le prime di carattere scientifico, le seconde di carattere puramente manuale. Ha accolto la tesi difensiva del NurSind, che ha dimostrato senza essere contestata che fino ad aprile 2019 nel reparto di Neurologia tutte le mansioni parasanitarie erano demandate e svolte in ogni aspetto dagli infermieri. Dunque l’impiego sistematico del dipendente in compiti afferenti ad una qualifica contrattuale inferiore – rileva il Giudice – in un contesto di “cluster” a media intensità come quello in essere integra il demansionamento, da ciò ne deriva la fondatezza del ricorso.

È una vittoria veramente importante per la tutela della professione infermieristica, molto e troppo spesso svilita dalle condotte delle aziende sanitarie che distolgono gli infermieri dall’esercizio della loro professione intellettuale, per adibirli a mansioni ausiliarie e di supporto”. Così l’avvocato De Angelis sulla sentenza contro il Cannizzaro di Catania. “Per finire – continua De Angelisvoglio fare un plauso al dottor Salvo Vaccaro, segretario territoriale, nonché vice segretario nazionale del Nursind, che ha dato il proprio contributo tecnico e scientifico all’inquadramento della problematica, in quel determinato contesto.”

Marialuisa Asta

 

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