confederati

clicca sulle immagini
per accedere
alle relative pagine

anno II numero 1 - gennaio / febbraio / marzo 2019

HomeArchivio

28 Febbraio 2019

ANNO I NUMERO 1 - OTTOBRE / NOVEMBRE / DICEMBRE 2018

HomeArchivio

10 DICEMBRE 2018

ANNO II NUMERO 2 - aprile / maggio / giugno 2019

HomeArchivio

17 GIUGNO 2019

ANNO II NUMERO 3 - luglio / agosto / settembre 2019

HomeArchivio

19 SETTEMBRE 2019

ANNO II NUMERO 4 - ottobre / novembre / dicembre 2019

HomeArchivio

10 DICEMBRE 2019

ANNO III NUMERO 1 - gennaio / febbraio / marzo 2020

HomeArchivio

19 MARZO 2020

ANNO III NUMERO 2 - aprile / maggio / giugno 2020

HomeArchivio

10 giugno 2020

ANNO III NUMERO 3 - luglio / agosto / settembre 2020

HomeArchivio

29 settembre 2020

ANNO III NUMERO 4 - ottobre / novembre / dicembre 2020

HomeArchivio

11 dicembre 2020

ANNO IV NUMERO 1 - gennaio / febbraio / marzo 2021

HomeArchivio

27 marzo 2021

ANNO IV NUMERO 2 - aprile / maggio / giugno 2021

HomeArchivio

23 giugno 2021

ANNO IV NUMERO 3 - luglio / agosto / settembre 2021

HomeArchivio

20 settembre 2021

ANNO IV NUMERO 4 - ottobre / novembre / dicembre 2021

HomeArchivio

14 dicembre 2021

ANNO V NUMERO 1 - gennaio / febbraio / marzo 2022

HomeArchivio

22 marzo 2022

ANNO V NUMERO 2 - aprile / maggio / giugno 2022

HomeArchivio

22 giugno 2022

ANNO V NUMERO 3 - luglio / agosto / settembre 2022

HomeArchivio

29 settembre 2022

GLI ESPERTI RISPONDONO

Addio docente esperto, una vittoria del sindacato e di tutti gli insegnanti

Di docenti esperti, perché competenti nelle loro discipline e bravi nell’insegnarle, la scuola italiana ne conta davvero tanti. Nessuno avvertiva l’esigenza che la politica la trasformasse per legge in una qualifica di dubbia interpretazione (sic!). Inevitabile, dunque, che contro l’articolo 38 del Decreto Aiuti Bis ci fosse una levata di scudi da parte di insegnanti e sindacati. Sin da subito la Gilda degli Insegnanti ha bollato la norma come assurda e ingannevole, destinata soltanto a scatenare una inutile guerra tra poveri attraverso l’istituzione di una iniqua differenziazione stipendiale. Il provvedimento è stato avversato anche da quasi tutti gli schieramenti politici, tanto da indurre tutti a interrogarsi sulla sua paternità.

Ad assestare il primo colpo è stato il parere negativo della Commissione Istruzione del Senato che, accogliendo in gran parte le osservazioni espresse dalle organizzazioni sindacali, ha evidenziato come la norma non prevedesse nuove funzioni, introducendo disparità di trattamento a parità di condizioni di lavoro, e riservasse il riconoscimento a una quota eccessivamente ristretta del personale con una procedura definita senza il dovuto confronto con le parti sociali.

La stroncatura definitiva è poi arrivata con un emendamento, approvato dalle Commissioni Bilancio e Finanze di Palazzo Madama, che ha eliminato la dizione di docente esperto introducendo, però, quella di  “docente stabilmente incentivato” che prevede l’erogazione di un assegno, da sommare allo stipendio, a un numero ristretto di insegnanti di ruolo che supereranno il percorso formativo triennale. Il testo della norma stabilisce che l’incentivo rientra nell’ambito di un sistema di progressione di carriera che a regime sarà precisato in sede di contrattazione collettiva.

Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda, ha giudicato positivamente il voto delle Commissioni in Senato, “anche se – ha commentato – avremmo preferito uno stralcio della norma. Poiché gli effetti di questa misura si vedranno tra nove anni, ci auguriamo che nel frattempo le risorse stanziate per l’incentivo economico rimasto nel testo della norma vengano utilizzate in modo più proficuo”.

 

Ester Trevisan

 

 

Clicca sull'immagine per aprire il file in formato PDF