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anno II numero 1 - gennaio / febbraio / marzo 2019

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GLI ESPERTI RISPONDONO

Viviamo un po’ meno e ci ricoveriamo di più. Ecco com’è cambiata l’Italia dopo il Covid

Pubblicata dopo otto anni di assenza la Relazione sullo stato sanitario del Paese. Nel 2020 perso oltre un anno sull’aspettativa di vita media, ma peggiorano pure i target di screening e prevenzione

Tutte le sfide del sistema salute in un rapporto. Dopo otto anni di “assenza”, torna infatti la Relazione sullo stato sanitario del Paese 2017-2021, appena pubblicata sul sito del ministero della Salute. Il documento affronta soprattutto le questioni aperte negli ultimi anni, come ad esempio la rinuncia alle cure e il nuovo sistema di garanzia dei Livelli essenziali di assistenza, ampiamente affrontati nei report di Salutequità, associazione per la valutazione della qualità delle politiche per la salute, che da tempo ormai ha sottolineato i risvolti negativi nella programmazione e nella gestione dei servizi dell’assenza di un documento di questa rilevanza. Rilevanza che presenta tuttavia luci e ombre.

Ecco alcuni dei passaggi sui principali argomenti della Relazione individuati da Salutequità attraverso l’analisi del testo. Speranza di vita: “Nel 2020, l’eccesso di mortalità provocato dalla pandemia da Covid-19 ha comportato in un solo anno a livello nazionale la perdita di 1,3 anni di vita attesa alla nascita per gli uomini (da 81,1 nel 2019 a 79,8 nel 2020) e di 0,9 per le donne (da 85,4 a 84,5), con un impatto sensibilmente differenziato sul territorio. L’eccesso di mortalità, registrato anche nel 2021, è stato un po’ meno severo confrontato con quello del 2020. Nel 2021 il Nord recupera rispetto all’anno precedente ben 1,1 anni per gli uomini e 0,8 anni per le donne. Nel Mezzogiorno, invece, i livelli di sopravvivenza continuano a peggiorare anche nel 2021, al punto che rispetto al 2019 si perdono complessivamente 1,3 anni per gli uomini e 0,9 anni per le donne. Nemmeno il Centro recupera il calo registrato nel 2020, sebbene la perdita sia stata minore”.

Aggiornamento Lea: “Due richieste su tre sono state avanzate da associazioni di pazienti o da singoli cittadini. Poco più di un quinto delle richieste proviene da Amministrazioni regionali, aziende erogatrici di prestazioni sanitarie, strutture di ricerca o Società scientifiche. Il restante decimo delle richieste è stato proposto da produttori di farmaci o di dispositivi medici. Al 2 settembre 2021, sono state proposte le 61 richieste di aggiornamento Lea esaminate. I lavori sono in corso nelle Sottocommissioni per altre 27 richieste. Ulteriori 31 richieste sono in attesa di definizione previo parere da parte dell’Iss oppure di associazioni scientifiche di settore o del Consiglio superiore di sanità (Css). Infine, 76 richieste risultano, a maggio 2022, in fase di prima istruttoria”.

Pronto Soccorso: “Nel 2020, hanno caratterizzato dall’emergenza pandemica, gli accessi al pronto soccorso, a fronte di un volume pari a 21.117.416 nell’anno 2019, hanno subito una riduzione di circa il 38% caratterizzata da una diminuzione dell’86% dei codici triage bianchi e verdi“. Screening oncologici organizzati e prestazioni sanitarie: “In merito al confronto 2020-2021 verso il periodo di riferimento standard 2019 si osserva una riduzione relativa di partecipazione pari al 10%, 20% e 13% nello screening mammografico, cervicale e colorettale, rispettivamente. L’analisi sui dati del flusso Sdo 2021, ancora in corso di consolidamento, mostra una ripresa dell’attività ospedaliera, con un aumento complessivo di 371.136 ricoveri rispetto al 2020″.

Nuovo Sistema di Garanzia dei Lea: “Per quanto concerne il Nsg, la lettura dei risultati – calcolati a fini informativi – dell’anno 2020 evidenzia, relativamente agli indicatori “Core”, diverse criticità attribuibili all’evento pandemico. Nell’area ospedaliera, la dinamica dei punteggi rilevati per diversi indicatori di appropriatezza è completamente saturata a causa della notevole diminuzione dei ricoveri (tasso di ospedalizzazione). Nell’area prevenzione, i punteggi di quattro indicatori (su sei) hanno subito un peggioramento marcato (screening, vaccinazioni, copertura delle attività di controllo su animali ecc.) rispetto al 2019. L’area distrettuale registra diverse variazioni anomale rispetto all’anno precedente (emergenza-urgenza, consumo di farmaci ecc.)”.

Copertura incremento costi Regioni 2019-2021: “L’incremento della quota di fondo indistinto 2021 rispetto al 2019, comprensiva delle quote premiali, sommato alle ulteriori risorse messe a disposizione dalle norme nazionali (risorse Covid-19 2021, accantonamenti Covid-19 2020 da poter utilizzare nel 2021, ulteriore contributo statale per la copertura dei costi Covid-19 derivante dal payback), è stato sostanzialmente sufficiente a coprire gli incrementi dei costi registrati nel medesimo periodo 2019-2021”. Disavanzo sanità Regioni in Piano di rientro: “Con riferimento, infine, all’anno 2021, dalle risultanze dei dati di quarto trimestre 2021 si evidenzia un generale peggioramento di quasi tutte le Regioni, in particolare della Regione Puglia, che registra un disavanzo prima delle coperture pari a 239 milioni di euro. Lazio: -83,5 mln euro; Abruzzo: 0,7 mln euro; Molise: -60 mln euro; Campania: -69,5 mln euro; Puglia: -239 mln euro; Calabria: +27 mln euro; Sicilia: 0,5 mln euro”.

FONTE: NURSIND SANITA’
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