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Rinnovo contratti statali, dipendenti pubblici: novità e aspettative ottobre

Rinnovo contratti statali, dipendenti pubblici: novità e aspettative ottobre

Il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione è pronto a investire 700 milioni di euro per sbloccare gli stipendi degli statali.

La cifra che Palazzo Chigi è pronta a mettere sul piatto del rinnovo del contratto degli statali sarebbe di 700 milioni di euro. Il condizionale è sempre d’obbligo perché, rispetto ad altri capitoli di spesa, questo è soggetto a una buona dose di flessibilità. Come dire, se c’è da tagliare, si procederà sul budget destinato agli statali. Stando comunque alle intenzione di base, ai 300 milioni di euro stanziati con la legge di stabilità dello scorso anno, si aggiungerebbero altri 400 milioni di euro. Una cifra che non viene comunque ritenuta adeguata dai sindacati, in questi giorni alle prese con riunioni tecniche con l’Aran, l’agenzia che per conto del governo cura le negoziazioni in ambito pubblico.

 Questo di ottobre è comunque il mese di verità, considerando che è quello del varo della legge di bilancio. Il governo è comunque intenzionato a fissare una soglia al di sopra della quale non ci saranno aumenti per lo stipendio base dei dipendenti pubblici. Insomma, lo scatto negli stipendi sarà legato anche al reddito oltre che ai risultati. Si parla di una cifra intorno agli 80.000 euro, che escluderebbe i dirigenti. Per gli altri gli aumenti non dovrebbero essere a pioggia ma legati alla produttività. Una scelta che punta a rendere più efficiente la pubblica amministrazione e a evitare che chi è sotto i 26.000 euro lordi all’anno perda il bonus da 80 euro al mese.
Da parte loro, i sindacati stanno provando ad allargare le prospettive del confronto e, insieme alla partita dei rinnovi contrattuali degli statali, mettono sul piatto anche flessibilità, innovazione organizzativa, valorizzazione professionale, formazione, motivazione, coinvolgimento cognitivo dei lavoratori. A loro dire, la pubblica amministrazione è fatta di servizi innovativi, “vicini alle persone e centrati sui bisogni, con i migliori standard di produzione, snella nelle procedure e semplificata nell’accesso, trasparente e aperta a cittadini e imprese, integrata nelle funzioni e nelle professionalità, con meno gerarchia e più competenze”.
Per i rappresentanti dei lavoratori, al centro dell’azione del Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione ci devono essere la valorizzazione del lavoro pubblico e buoni servizi per i cittadini: “Il contratto è lo strumento di tutela e miglioramento delle condizioni di lavoro: per questo siamo mobilitati da mesi anche con gli scioperi regionali di aprile e maggio. Ci aspettiamo, con la legge di stabilità e l’atto di indirizzo sulla contrattazione, che si inizi a discutere seriamente di rinnovo vero del contratto”.
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