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GLI ESPERTI RISPONDONO

Rinnovo contratti: deciso il futuro del Bonus Renzi

Rinnovo del contratto della Pubblica Amministrazione, due soluzioni per salvare il Bonus Renzi: 80 euro garantiti anche dopo l’aumento di stipendio.

Il rinnovo del contratto degli statali non avrà effetti negativi sul Bonus 80 euro: è stato Vito De Filippo, sottosegretario al MIUR a confermarlo facendo chiarezza su uno dei tanti dubbi di queste ultime settimane.

Quindi, mentre si continua a discutere delle cifre dell’aumento di stipendio – con i sindacati che non credono alle parole del Governo – i dipendenti pubblici possono almeno stare tranquilli sul fronte degli 80 euro.

Con l’aumento di stipendio, infatti, molti dipendenti pubblici potrebbero uscire dalla soglia dei 26mila euro, perdendo il diritto al bonus di 80 euro. In tal caso il rinnovo del contratto non sarebbe per nulla vantaggioso, anzi; viste le cifre di cui si parla in questi giorni sarebbe stato persino dannoso per i 3 milioni di dipendenti pubblici coinvolti nella contrattazione.

Tuttavia, le parole rilasciate da Vito De Filippo durante il convegno del sindacato Snals-Confsal fanno ben sperare, perché parlano di un accordo con il Ministero del Tesoro riguardante la sterilizzazione degli 80 euro dagli effetti dell’aumento.

Rinnovo del contratto: con le nuove risorse salvi gli 80 euro

Fin dalle prime riunioni con l’Aran – l’ente rappresentativo della Pubblica Amministrazione – a tenere banco è stato il dilemma del Bonus Renzi.

I sindacati infatti pretendevano la conservazione del Bonus Renzi per coloro che dopo l’aumento di stipendio supereranno il limite reddituale di 26mila euro, mentre l’Aran è stata costretta a respingere questa proposta vista la mancanza di risorse necessarie per indennizzare coloro che perderanno il diritto agli 80 euro una volta che il rinnovo del contratto sarà effettivo.

 Tuttavia adesso che il Governo ha trovato nuove risorse per il rinnovo del contratto – che verranno stanziate con la Legge di Bilancio 2018 – la richiesta dei sindacati può essere accolta. Secondo quanto dichiarato da De Filippo, infatti, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sono arrivati dei segnali incoraggianti in merito alla sterilizzazione completa del Bonus Renzi il quale verrà riconosciuto a tutti coloro che oggi ne hanno diritto, anche a quelli che con l’aumento di stipendio conseguente al rinnovo guadagneranno più di 26mila euro l’anno.

Secondo il sottosegretario al MIUR con gli 1,65 miliardi di euro a disposizione gli 80 euro possono dirsi “salvi”, mentre il Governo potrà mantenere le promesse concedendo un aumento medio di 85 euro lordi per il pubblico impiego.

D’altra idea i sindacati, secondo i quali con le risorse a disposizione l’aumento non sarà superiore a 13 euro netti mensili per ogni dipendente pubblico.

Come salvare il Bonus Renzi: il piano B dell’amministrazione

Se le risorse a disposizione non dovessero rivelarsi sufficienti per rimborsare tutti quei dipendenti pubblici che con il rinnovo del contratto perderanno il diritto al Bonus Renzi, il Governo ha già in mente un “piano B”.

D’altronde da Palazzo Chigi hanno il timore che in seguito alla sterilizzazione del Bonus Renzi dagli effetti dell’aumento di stipendio, anche i dipendenti del settore privato possano avanzare le stesse pretese. In tal caso ne deriverebbero delle tensioni molto difficili da gestire; un rischio che l’esecutivo non sembra essere disposto a correre.

 Per questo motivo il Governo ha individuato una soluzione alternativa, ossia trasformare il Bonus Renzi in un’ulteriore detrazione per i lavoratori dipendenti. In questo modo – dal momento che oggi l’Eurostat qualifica gli 80 euro come “Spesa” – ci sarebbe una riduzione della pressione fiscale, mentre i contribuenti che nel frattempo hanno superato le soglie necessarie per beneficiare del contributo non dovranno più restituirlo.

La soluzione B però non sembra convincere i sindacati, i quali continuano a premere sulla sterilizzazione del Bonus.

A tal proposito le parole del sottosegretario De Filippo hanno calmato gli animi, ma i sindacati continuano ad essere scettici.

D’altronde il MIUR è tra quelli che continuano a dirsi sicuri del fatto che l’aumento di 85 euro annunciato lo scorso novembre ci sarà, nonostante le risorse a disposizione non sembrano essere sufficienti.

Per questo motivo i sindacati non hanno intenzione di abbassare l’attenzione; il rinnovo del contratto – un’opportunità che il pubblico impiego attende da più di otto anni – si farà, ma alle loro condizioni.

https://www.money.it/rinnovo-contratti-statali-80-euro-Renzi-conseguenze

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