confederati

clicca sulle immagini
per accedere
alle relative pagine

anno II numero 1 - gennaio / febbraio / marzo 2019

HomeArchivio

28 Febbraio 2019

ANNO I NUMERO 1 - OTTOBRE / NOVEMBRE / DICEMBRE 2018

HomeArchivio

10 DICEMBRE 2018

ANNO II NUMERO 2 - aprile / maggio / giugno 2019

HomeArchivio

17 GIUGNO 2019

ANNO II NUMERO 3 - luglio / agosto / settembre 2019

HomeArchivio

19 SETTEMBRE 2019

ANNO II NUMERO 4 - ottobre / novembre / dicembre 2019

HomeArchivio

10 DICEMBRE 2019

ANNO III NUMERO 1 - gennaio / febbraio / marzo 2020

HomeArchivio

19 MARZO 2020

ANNO III NUMERO 2 - aprile / maggio / giugno 2020

HomeArchivio

10 giugno 2020

ANNO III NUMERO 3 - luglio / agosto / settembre 2020

HomeArchivio

29 settembre 2020

ANNO III NUMERO 4 - ottobre / novembre / dicembre 2020

HomeArchivio

11 dicembre 2020

ANNO IV NUMERO 1 - gennaio / febbraio / marzo 2021

HomeArchivio

27 marzo 2021

GLI ESPERTI RISPONDONO

Nuovo contratto per gli statali, scatto di 85 euro

Previsti anche licenziamenti per molestie e premi per uffici più virtuosi

Gli statali presto avranno nuove regole di lavoro e una busta paga un po’ più pesante. La trattativa per il rinnovo dei contratti è alla volata finale, dopo quasi dieci anni di attesa. Una tappa preceduta dalla sentenza della Corte Costituzionale da tre manovre (per un totale di 2,8 miliardi di euro) e dalla riforma Madia.

Ecco allora le principali direttrici del nuovo contratto. Per il quadro finale bisogna però aspettare l’incontro di mercoledì, quando i sindacati si ritroveranno all’Aran, l’agenzia che rappresenta il Governo, per tentare l’accordo. Ma la partita si chiuderà completamente solo quando saranno toccati tutti i settori (dalla scuola alla sanità) e i ‘soldi’ entreranno nelle tasche dei travet (entro marzo).

Un complicato meccanismo assicurerà un aumento medio di 85 euro mensili lordi. Questo per il complesso dei dipendenti delle funzioni centrali, ovvero gli statali in senso stretto (247 mila ‘teste’). L’adeguamento inoltre punterà ad accorciare la forbice retributiva. Applicando a tutti la percentuale di rialzo, stabilita in manovra (+3,48%), chi ha di più avrebbe ancora di più. Si applicherà quindi una ‘scala’ che permetta scatti più omogenei.

Le organizzazioni dei lavoratori non saranno più solo informate delle decisioni prese dall’amministrazione, ma si darà vita a un confronto (una sorta di concertazione nella versione 2.0) nelle materie che hanno riflessi sul lavoro. In ballo ci sono anche turni e straordinari. I bonus di produttività non ricadranno più nella stessa proporzione su tutti ma saranno tarati sulla produttività sia del singolo che della squadra di cui fa parte, ovvero dell’ufficio. Si ipotizza che il 20% delle risorse vada ai dipendenti dei servizi che si aggiudicano le performance migliori.

Il contratto a tempo determinato non potrà superare i 36 mesi, prorogabili di altri 12 ma solo se in via eccezionale. Come nel privato, il numero dei dipendenti a termine non potrà andare oltre il 20% del totale. Superate le soglie non si potrà essere assunti (si entra solo per concorso) ma l’esperienza maturata farà punteggio.

Vengono esplicitate e rafforzate le sanzioni da infliggere in questi casi: in prima battuta il molestatore incappa in una sospensione (fino a un massimo di 6 mesi). Ma se il comportamento viene replicato scatterà l’espulsione definitiva.

Via anche chi chiede regali sopra i 150 euro come scambio di favori.

Si rimarrà fuori dall’ufficio e senza stipendio fino a due assenze ingiustificate in continuità con le giornate festive. La stessa sanzione è prevista per ingiustificate assenze di massa (l’esempio più eclatante è il Capodanno dei vigili urbani della Capitale). Se la condotta si ripete si passa al licenziamento. E non si scappa, visto che tutto sarà registrato in un ‘fascicolo personale’.

La Pubblica Amministrazione apre le porte all’orario di lavoro ‘elastico’, con fasce di tolleranza in entrata e in uscita. Viene anche potenziata la possibilità di passare al part time. Un capitolo è poi dedicato al telelavoro.

Le unioni civili valgono come i matrimoni su permessi e congedi. I conviventi potranno così godere dei 15 giorni di stop retribuito riconosciuti per le nozze. Anche nella P.a il lavoratore potrà cedere ad un altro dipendente, che abbia necessità familiari o di salute, la parte che eccede le settimane di ferie obbligatorie.

Di norma i permessi previsti dalla legge sulla disabilità andranno inseriti in una programmazione mensile e solo in caso di “documentata necessita” la domanda potrà essere presentata nelle 24 ore precedenti. Intanto le tutele previste per le terapie salvavita vengono estese anche ai giorni di assenza dovuti agli effetti collaterali dei trattamenti. Arrivano inoltre i permessi ad hoc per viste specialistiche.

http://www.huffingtonpost.it/2017/12/16/nuovo-contratto-per-gli-statali-scatto-di-85-euro_a_23309389/

Clicca sull'immagine per aprire il file in formato PDF