confederati

clicca sulle immagini
per accedere
alle relative pagine

anno II numero 1 - gennaio / febbraio / marzo 2019

HomeArchivio

28 Febbraio 2019

ANNO I NUMERO 1 - OTTOBRE / NOVEMBRE / DICEMBRE 2018

HomeArchivio

10 DICEMBRE 2018

ANNO II NUMERO 2 - aprile / maggio / giugno 2019

HomeArchivio

17 GIUGNO 2019

ANNO II NUMERO 3 - luglio / agosto / settembre 2019

HomeArchivio

19 SETTEMBRE 2019

ANNO II NUMERO 4 - ottobre / novembre / dicembre 2019

HomeArchivio

10 DICEMBRE 2019

ANNO III NUMERO 1 - gennaio / febbraio / marzo 2020

HomeArchivio

19 MARZO 2020

ANNO III NUMERO 2 - aprile / maggio / giugno 2020

HomeArchivio

10 giugno 2020

ANNO III NUMERO 3 - luglio / agosto / settembre 2020

HomeArchivio

29 settembre 2020

ANNO III NUMERO 4 - ottobre / novembre / dicembre 2020

HomeArchivio

11 dicembre 2020

ANNO IV NUMERO 1 - gennaio / febbraio / marzo 2021

HomeArchivio

27 marzo 2021

ANNO IV NUMERO 2 - aprile / maggio / giugno 2021

HomeArchivio

23 giugno 2021

ANNO IV NUMERO 3 - luglio / agosto / settembre 2021

HomeArchivio

20 settembre 2021

GLI ESPERTI RISPONDONO

[La polemica] La pensione anticipata è stata un flop. Il tentativo di aggirare la legge Fornero è fallito

Le domande sono state pochissime (a nessuno piace ricevere una pensione più bassa, meglio faticare qualche anno di più). Ma, in ogni caso, anche quelli che hanno fatto domanda sono rimasti all’asciutto. La burocrazia non è stata in grado di rispondere e sembra che non un solo assegno Ape sia stato staccato

L’Ape (anticipo pensione) doveva essere il grimaldello per aggirare in parte l’innalzamento dell’età pensionistica stabilito dalle legge Fornero. Il sistema era abbastanza semplice. Chi aveva fatto lavori gravosi (poche migliaia di persone) poteva andarsene un po’ prima, a spese dello Stato. Gli altri, quelli che semplicemente non avevano voglia di arrivare lavorando fino all’età limite, potevano scegliere di lasciare prima il loro incarico, pagando qualcosa che poi gli sarebbe stato trattenuto sulla pensione futura.

Fornero e Monti hanno fatto ciò che andava fatto

Non è detto che fosse un sistema meraviglioso. Di fatto chi sceglieva di andarsene prima, prendeva meno soldi di pensione (come è giusto che sia). Gira e rigira questo era il cuore dell’Ape, e non poteva essere diversamente. D’altra parte la legge Fornero aveva alzalo l’età pensionistica non per sadismo, ma solo per tenere insieme i conti dello Stato. In Italia su 100 persone che lavorano ce ne sono 75 in pensione. Il loro peso sulle casse statali e sul bilancio pubblico è intollerabile. Qualcosa andava fatto e la signora Fornero e Monti hanno fatto.

L’Ape è stato un vero fallimento

L’Ape è frutto dei governi successivi e della leggermente migliorata situazione economica. Ma non ha funzionato. Le domande sono state pochissime (a nessuno piace ricevere una pensione più bassa, meglio faticare qualche anno di più). Ma, in ogni caso, anche quelli che hanno fatto domanda sono rimasti all’asciutto. La burocrazia non è stata in grado di rispondere e sembra che non un solo assegno Ape sia stato staccato.

Inutile cercare di aggirare le diposizioni della legge Fornero

La burocrazia italiana è quello che è, ma va anche detto che lo stesso concetto dell’Ape è abbastanza assurdo. Vuole trovare il sistema di aggirare le diposizioni della legge Fornero (fatta per salvare il bilancio dello Stato), ma i soldi non ci sono, e quindi si mette l’aggiramento della Fornero a carico dei lavoratori. Insomma, se non è zuppa è pan bagnato. Infatti non ha funzionato.

Clicca sull'immagine per aprire il file in formato PDF