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27 marzo 2021

GLI ESPERTI RISPONDONO

Def 2021. Per la sanità mai così tanti soldi: ai quasi 20 miliardi del Recovery si aggiungono altri 20,2 miliardi finanziati dal 2020 al 2024

Il Governo ha approvato oggi pomeriggio il Documento di economia e finanza insieme a uno scostamento di bilancio per ulteriori 40 miliardi che saranno utilizzati per un nuovo decreto sostegni di prossima emanazione. Dai calcoli del Def emerge un finanziamento senza precedenti per il comparto della sanità, messo a dura prova dal Covid, e derivante dall’insieme dei decreti approvati in questi due anni, dalla legge di Bilancio 2021 e dai progetti inseriti nel Recovery Plan ormai prossimo alla sua presentazione definitiva. IL TESTO

15 APR – Sul fatto che la pandemia abbia stravolto usi, metodi e dogmi apparentemente intoccabili della finanza nazionale e internazionale nessuno ha ormai dubbi.

Dall’abbandono del rigore europeo che ha caratterizzato la UE dall’Euro in poi al ritorno all’indebitamento pubblico come sponda di sicurezza ma anche volano per la ripresa, i criteri e le leve per la gestione delle manovre finanziarie ed economiche dei diversi Paesi sono completamente cambiati e non solo nella UE.

In Italia, poi, con l’approvazione oggi pomeriggio di uno scostamento di bilancio di ulteriori 40 miliardi di euro (da presentare in Parlamento nei prossimi giorni) contestualmente al via libera al Def 2021, lo scenario di una svolta (obbligata) nell’approccio ai conti pubblici e alle priorità di intervento si consolida in modo netto e argomentato.

Tra i settori che, di questa svolta, si sono indubbiamente avvantaggiati dopo anni di austerity c’è quello della sanità. La pandemia ha posto davanti agli occhi di tutti (economisti liberal compresi) che un sistema sanitario pubblico forte è la garanzia primaria per la tenuta, non solo sanitaria, ma anche sociale ed economica, di un Paese travolto da una emergenza sanitaria pandemica.

Negli anni passati lo spettro di una pandemia globale era stato più volte ventilato ma come nella favola di al lupo al lupo solo all’appalesarsi della minaccia in tutta la sua potenza distruttiva ci si è resi conto di quanto avevamo indebolito la nostra linea di difesa sanitaria.

Da qui la decisione maturata già nei primi mesi dell’epidemia nel 2020 di immettere nel sistema di tutela della salute iniezioni potenti in termini di investimenti finanziari nei vari settori del comparto, dall’ospedale, al territorio, al personale, ai farmaci.

Ora il Def appena varato dal Governo mette in fila questo sforzo straordinario e il conto è impressionante: tra decreti e legge di Bilancio, dall’inizio dell’emergenza Covid ad oggi, per la sanità sono stati stanziati 20,2 miliardi a valere dal 2020 al 2024 (di cui 8,2 per il 2020 e altri 8,7 per il 2021) ai quali a breve si aggiungeranno ulteriori 20 miliardi (o poco meno) messi a budget nel Recovery Plan per finanziare la Missione n.6 del Piano europeo dedicata alla sanità.

Insomma per la nostra sanità si è aperta una stagione di possibile rilancio che, nella pur drammatica perdurante emergenza Covid, non possiamo farci sfuggire.

A tracciare le grandi linee del Def è lo stesso ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco che nella presentazione del documento parte proprio dallo scenario Covid.

“La crisi pandemica – scrive Franco – continua a condizionare pesantemente la vita economica e sociale del Paese e del mondo intero. Il prezzo in termini di perdite umane è altissimo e l’incertezza circa le varianti del Covid-19, la capacità dei vaccini esistenti di contrastarle e la durata della copertura immunitaria resta elevata. Cionondimeno, le misure sanitarie adottate a marzo sembrano aver rallentato il ritmo dei nuovi contagi. La campagna di vaccinazione è in corso dall’inizio dell’anno e il Governo prevede di poter somministrare i vaccini all’80 per cento della popolazione italiana entro l’autunno. Sono inoltre in arrivo terapie da anticorpi monoclonali che ridurranno la gravità della malattia se somministrate dopo i primi sintomi o anche in via preventiva su soggetti non vaccinati”.

“Di fronte a queste luci ed ombre della situazione attuale, il Governo – prosegue il titolare del Mef – ritiene necessario rafforzare la spinta ad uscire dalla crisi attraverso tutti gli strumenti a disposizione, dalla campagna di vaccinazione, all’impulso alla ricerca medica e al rafforzamento del Sistema sanitario nazionale; in campo economico, dai sostegni e ristori al rilancio degli investimenti e dello sviluppo con il Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR) finanziato dal Next Generation EU (NGEU) e da ulteriori risorse nazionali”.

“La prima esigenza che il Governo ha avvertito, e ancora avverte, – scrive ancora Franco – è di continuare a sostenere l’economia con grande determinazione, compensando anzitutto i lavoratori e le imprese più danneggiati dalle misure sanitarie che si sono rese necessarie. Ciò non solo per ragioni di doverosa solidarietà e coesione sociale, ma anche per evitare che la chiusura definitiva di posizioni lavorative e di aziende che in condizioni normali sarebbero in grado di stare sul mercato abbassi il PIL potenziale del Paese”.

Anche per questo, spiega Franco, “unitamente all’approvazione del Documento di Economia e Finanza, si ritiene ora opportuno richiedere al Parlamento di autorizzare un ulteriore margine di 40 miliardi per un nuovo provvedimento che vedrà la luce entro fine aprile. Grazie a questo ulteriore intervento, i sostegni a imprese e famiglie erogati sin qui nel 2021 raggiungerebbero il 4 per cento del PIL, dopo il 6,6 per cento erogato l’anno scorso. L’auspicio del Governo è che, grazie ad andamenti epidemici ed economici sempre più positivi nei prossimi mesi, questo sia l’ultimo intervento di tale portata. Resta comunque l’impegno a sostenere l’economia per tutto il periodo che sarà necessario se ne ricorreranno le condizioni”.

“La seconda e fondamentale gamba della strategia di uscita dalla crisi e di ritorno allo sviluppo – sottolinea poi il ministro – si baserà su un forte impulso agli investimenti pubblici. Oltre alle risorse del NGEU, il PNRR potrà contare su una disponibilità di fondi nazionali che lungo il periodo 2021-2026 porterà il perimetro complessivo del Piano a 222 miliardi, di cui circa 169 miliardi saranno aggiuntivi rispetto alla programmazione esistente. A tali risorse si aggiungeranno circa 15 miliardi netti provenienti dalle altre componenti del NGEU, quale il REACT-EU”.

“Si tratta di un piano di rilancio, di uno shock positivo di investimenti pubblici e incentivi agli investimenti privati, alla ricerca e sviluppo, alla digitalizzazione e all’innovazione, senza precedenti nella storia recente” e “per attuare questo grande piano – dice Franco – sarà necessario semplificare la normativa sulle opere pubbliche e dotare le Amministrazioni coinvolte delle necessarie capacità progettuali e manageriali”.

Per quanto riguarda le prospettive economiche di medio termine, il Def sposta al 2025 il ritorno a un rapporto del 3% tra deficit e Pil evidenziando che nello scenario programmatico già l’anno prossimo il PIL arriverebbe a sfiorare il livello del 2019.

“Infatti – spiega ancora Franco – dopo la caduta dell’8,9 per cento registrata nel 2020, il PIL recupererebbe del 4,5 per cento quest’anno e del 4,8 per cento nel 2022, per poi crescere del 2,6 per cento nel 2023 e dell’I,8 per cento nel 2024, tassi di incremento mai sperimentati nell’ultimo decennio”.

“ln questo quadro di rilancio del Paese, non va comunque dimenticato l’equilibrio dei conti pubblici”, avverte però Franco e infatti nel Def si sottolinea che “a fronte dei saldi proiettati nel quadro di finanza pubblica tendenziale, si punterà a conseguire un deficit del 3,4 per cento del PIL nel 2024” e che “ciò richiederà risparmi di spesa e aumenti delle entrate che saranno dettagliati nella Legge di Bilancio per il 2022 a condizione che in autunno si rafforzi la prospettiva di uscita dalla pandemia”.

“La riduzione del deficit potrà essere conseguita dal lato della spesa con una razionalizzazione della spesa corrente e, da quello delle entrate, in prima istanza con proventi derivanti dal contrasto all’evasione fiscale”, nell’ambito di una generale revisione del sistema fiscale che il Governo intende portare avanti nel secondo semestre del 2021.

Tornando alla sanità ecco tutti gli stanziamenti (al netto dei 20 miliardi del Recovery) messi in fila nel nuovo Def approvato oggi.

Interventi attuati con provvedimenti nel 2020
ln ambito sanitario sono stati complessivamente previsti 8,2 miliardi nel 2020, 1,3 miliardi nel 2021, 1,9 miliardi nel 2022, 1,4 miliardi annui nel 2023 e 2024. Nel dettaglio, si assegnano risorse al Dipartimento della protezione civile e al Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 per l’acquisto di dispositivi medici, di protezione individuale e di sostanze germicida, per il potenziamento della capienza delle strutture ospedaliere e per l’acquisizione di apparecchiature per i reparti di terapia intensiva e sub-intensiva (3,4 miliardi nel 2020 e 0,3 miliardi nel 2021).

Sono state rafforzate le reti ospedaliere, quelle di assistenza territoriale pubblica in regime convenzionato e quelle domiciliari (quasi 3 miliardi nel 2020) e si sono finanziati l’assunzione e l’incremento delle prestazioni di lavoro straordinario di medici e personale sanitario anche militare e l’aumento del numero di borse di studio degli specializzandi (1,2 miliardi nel 2020). Inoltre, il livello di fabbisogno sanitario nazionale è ulteriormente incrementato per (0,2 miliardi nel 2020, 0,5 miliardi nel 2021, 1,5 miliardi nel 2022 e 1 miliardo dal 2023 al 2031).

Tra gli altri interventi nel settore della sanità si ricorda la riduzione dell’IVA per le cessioni di dispositivi medici e di protezione individuale per la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 (0,25 miliardi nel 2020 e 0,3 miliardi dal 2021

Interventi previsti dalla legge di bilancio 2021
ln ambito sanitario è incrementato di 1 miliardo nel 2021 il livello di finanziamento del Servizio sanitario nazionale ed è finanziata l’adozione di un piano strategico nazionale per la somministrazione dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2 (circa 0,6 miliardi nel 2021) e l’acquisto di vaccini anti SARS-CoV-2 e di farmaci per la cura dei pazienti con Covid-19 (0,4 miliardi nel 2021).

Rilevano, inoltre, le risorse previste per le indennità di esclusività della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria (circa 0,3 miliardi annui dal 2021), per l’indennità di specificità del personale infermieristico del servizio sanitario nazionale (circa 0,2 miliardi dal 2021) e per l’aumento dei contratti di formazione specialistica dei medici (oltre 0,3 miliardi nel quadriennio 2021-2024).

Provvedimenti adottati nel 2021
Al settore della sanità sono destinati circa 4,6 miliardi nel 2021. Si finanzia l’acquisto di vaccini anti SARS-Cov2 e farmaci per la cura dei pazienti affetti da Covid-19 (complessivamente 2,8 miliardi nel 2021) e sono stati previsti incentivi per la produzione nazionale. Per rafforzare il piano strategico vaccinale sono previsti complessivamente per l’anno in corso oltre 0,7 miliardi, destinati al coinvolgimento nella campagna dei medici di medicina generale, dei medici specialisti ambulatoriali convenzionati interni, dei pediatri di libera scelta, degli odontoiatri, dei medici di continuità assistenziale dell’emergenza sanitaria territoriale e della medicina dei servizi (circa 0,35 miliardi) e alle attività relative alla logistica, allo stoccaggio e alla somministrazione dei vaccini e alle campagne di informazione e sensibilizzazione della popolazione (circa 0,39 miliardi).

Contestualmente sono assegnate risorse al Commissario straordinario per l’emergenza per le altre esigenze emergenziali (0,85 miliardi nel 2021 ). Sono aumentate le risorse per agevolazioni finanziarie destinate al potenziamento della ricerca e la riconversione industriale del settore biofarmaceutico alla produzione di nuovi farmaci e vaccini per fronteggiare in ambito nazionale le patologie infettive emergenti (0,2 miliardi nel 2021). Un fondo di nuova istituzione è destinato a rimborsare le spese sostenute nell’anno 2020 dalle Regioni e Province autonome per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e altri beni sanitari inerenti l’emergenza (1 miliardo in termini di saldo netto da finanziare e fabbisogno).

C.F.

15 aprile 2021

FONTE: QUOTIDIANO SANITA’ (LINK: https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=94651)

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