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GLI ESPERTI RISPONDONO

Covid. Speranza al Parlamento: “Per la terza settimana consecutiva dati in miglioramento, ora aperture in sicurezza”. E sui vaccini: “Sono tutti sicuri ed efficaci. Acquisti centralizzati UE necessari per compensare forza multinazionali”

“Prudenzialmente, il commissario straordinario Figliuolo sta lavorando su una base di 45 milioni di vaccini in arrivo entro giugno, questi numeri ci mettono nelle condizioni di completare le fasce anagrafiche più a rischio”. Poi sulla situazione epidemiologica, il ministro sottolinea i dati in miglioramento ma anche le terapie intensive occupate al 41%. “Abbiamo il dovere di costruire una road map di allentamento graduale e delle restrizioni, che, voglio ricordarlo, sono sempre state approvate all’unanimità in CdM”. L’INTERVENTO INTEGRALE.

15 APR – “Voglio dare oggi, da Ministro della Salute, innanzitutto un messaggio di determinazione e fiducia. Ho detto la verità quando era scomoda e sinonimo di sacrifici e lo faccio adesso, prospettando l’inizio di una possibile fase diversa, proprio grazie alla campagna di vaccinazione che oggi supera 14 milioni di somministrazioni”.

Così il ministro della Salute Roberto Speranza nella sua informativa al Parlamento apre ad una nuova fase con un possibile allentamento delle restrizioni, seppur ponderato e fatto in sicurezza.

“Tra dicembre e marzo – ha ricordato – abbiamo ricevuto poco di più di 14 milioni di vaccini.  Tra aprile e giugno ne riceveremo oltre il triplo.  È un primo risultato che attendevamo e che ci siamo impegnati a fondo per ottenere, l’inizio di una fase davvero differente. Si tratta, con ogni evidenza, di numeri importanti, sufficienti ad abbassare il dato quotidiano delle vittime del Covid, a ridurre la pressione sulle nostre terapie intensive e sugli ospedali, a ostacolare in modo significativo la trasmissione del virus. È questa la prima e necessaria condizione della svolta verso la ripresa. Non dimentichiamolo mai. I vaccini sono la chiave vera per aprire la nuova stagione”.

“In queste ultime settimane – ha proseguito – abbiamo creato le condizioni per mettere in campo un numero molto alto di vaccinatori. Ci sono le coperture economiche per far fronte a questa spesa e il governo è pronto a rimpinguare il fondo vaccinazioni in caso di necessità. L’Italia è pronta ad una accelerazione ulteriore. Come ho ricordato, nel secondo trimestre, i contratti europei prevedono circa 50 milioni di vaccini in arrivo nel nostro paese. È di ieri la notizia che Phizer anticiperà per l’Unione europea 50 milioni di dosi dal 4° al 2° trimestre. È un’ottima notizia che porterà in Italia il 13,46% di questi 50 milioni, poco meno di 7 milioni. Prudenzialmente, il commissario straordinario Figliuolo sta lavorando su una base di 45 milioni di vaccini in arrivo entro giugno, questi numeri ci mettono nelle condizioni di completare le fasce anagrafiche più a rischio”.

Quanto ai contratti per la fornitura di vaccini stipulata dall’UE ha poi sototlineato: “È innegabile che ci siano stati ritardi ed alcuni errori nella negoziazione. E certo l’Unione europea ha scontato la propria debolezza nella produzione autonoma di vaccini a cui si sta provando a porre rimedio. Ma una competizione a tutto campo, una guerra di tutti contro tutti, avrebbe prodotto uno scenario disastroso. Fare meglio non significa fare da soli. La decisione di comprare insieme i vaccini è stata giusta, l’unico modo per equilibrare la forza delle multinazionali farmaceutiche su beni pubblici fondamentali come i vaccini. Continueremo a comprare ancora assieme a livello europeo anche per il fabbisogno dei prossimi anni”.

Sul caso AstraZeneca, Speranza ha spiegato come le scelte sui vaccini siano “da sempre guidata dall’evidenza scientifica e dal principio di precauzione. È un tratto distintivo della nostra cultura scientifica e delle buone pratiche della sanità pubblica italiana. Da questo orientamento di fondo non ci siamo mai spostati nemmeno di un millimetro. Ci sono, quando parliamo di Astrazeneca come degli altri vaccini, due verità che vanno ricordate e spiegate. La prima è che la comunità scientifica internazionale ha compiuto un’impresa senza precedenti nella storia della medicina, rendendo possibile in poco meno di un anno la produzione di più vaccini, per sconfiggere questo nuovo virus che ha colpito duramente il mondo intero. La seconda verità è che, in questa lotta contro il tempo, è fisiologico che, dopo milioni di inoculazioni, l’utilizzo di un vaccino possa essere ulteriormente valutato e anche se necessario rimodulato, relativamente alle fasce d’età, sulla base delle evidenze scientifiche che maturano disponendo di una casistica molto più ampia”.

“Astrazeneca – ha evidenziato – è un vaccino sicuro ed efficace. Un vaccino che salva le vite. Lo abbiamo visto in particolar modo analizzando i risultati ottenuti, sul campo, nel Regno Unito. Il successo della campagna vaccinale inglese si fonda sull’utilizzo di Astrazeneca in quantità che non sono state finora disponibili per le nazioni dell’Unione Europea. Voglio dirlo ancora più chiaramente: i vaccini che utilizziamo sono tutti efficaci e sicuri. La scelta che abbiamo fatto di raccomandare l’utilizzo del vaccino Astrazeneca per i cittadini tra i 60 e i 79 anni ha una duplice motivazione. La prima: le pochissime reazioni avverse sono concentrate per il 90% nei vaccinati al di sotto dei 60 anni. La seconda: sulla base dell’esperienza inglese il vaccino Astrazeneca è particolarmente indicato nelle persone che abbiano un sistema immunitario in declino”.

Quanto allo stop arrivato dagli Usa per il vaccino di Johnson & Johnson: “Il nostro auspicio è che presto possano esserci elementi di chiarezza che ci consentano di iniziare ad utilizzare un vaccino che riteniamo importante per la nostra campagna”.

Il ministro ha poi dettagliato l’attuale quadro epidemiologico dell’Italia. “Le misure adottate stanno funzionando. Mentre in altri paesi europei, penso ad esempio alla Germania, si registra, purtroppo, un nuovo peggioramento della situazione, in Italia per la terza settimana consecutiva scende l’incidenza e l’RT sui casi sintomatici è pari a 0,92 (0,82 – 1,01). Sono risultati certamente incoraggianti che devono indurci a scelte ben ponderate, proporzionali al quadro epidemiologico. A tal proposito voglio evidenziare un dato che da solo credo ci spieghi, in modo chiaro, perché dobbiamo continuare ad essere ragionevolmente prudenti. L’ultimo monitoraggio, dopo ben 4 settimane di misure molto severe, ci segnala che le terapie intensive sono ancora occupate al 41%. È un dato, nella sua rilevanza, che dovrebbe far riflettere chi continua a sostenere che stiamo adottando misure troppe severe”.

Infine, sulle polemiche e pressing per nuove aperture, Speranza ha puntualizzato: “Non esistono risposte semplici a problemi complessi con un elevato numero di variabili. Abbiamo il dovere di costruire una road map di allentamento graduale e delle restrizioni, che, voglio ricordarlo, sono sempre state approvate all’unanimità in CdM. Vogliamo dare certezze agli italiani e consentire a tutti una stagione nuova, ma in sicurezza come ha detto il Presidente del Consiglio Mario Draghi, senza mettere a repentaglio la salute e senza compiere scelte azzardate che ci riporterebbero, in tempi brevi, a nuove chiusure. Con questi obiettivi è fondamentale nelle prossime settimane dare un segnale di unità, oltre che di fiducia e determinazione. Anche a chi fa polemica ogni giorno io continuo a dire che serve unità, unità, unità. Come ho sempre fatto in questi mesi”.

15 aprile 2021
© Riproduzione riservata

 

FONTE: QUOTIDIANO SANITA’ (LINK: https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=94624)

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