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anno II numero 1 - gennaio / febbraio / marzo 2019

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20 settembre 2021

GLI ESPERTI RISPONDONO

500 mila assunzioni in tre anni nella Pubblica Amministrazione con il turnover al 100%

Il turnover nelle Amministrazioni Pubbliche verrà sbloccato: il meccanismo che consente allo Stato di avere un ricambio generazionale, tornerà al 100%. Numerose novità sono previste anche per le Regioni che in presenza di risorse potranno prevedere ingressi superiori ai pensionamenti. La misura – sostiene la ministra Fabiana Dadone – darà più spazio ai giovani”.

Nella Pubblica Amministrazione entreranno circa 150.000 persone all’anno, per un totale che potrebbe toccare 500 mila nuovi assunti in tre anni. È l’effetto dello sblocco del turnover, il meccanismo che consente allo Stato di avere un ricambio generazionale, che tornerà al 100%: per ogni lavoratore in uscita ce ne sarà uno in entrata. Il blocco del turnover al 100% durava ormai da 8 anni, dopo la stretta operata dal governo Monti nel 2011 applicata per contenere la spesa pubblica.

Cosa cambia per Regioni e Comuni

Tra il 2020 e il 2023, come già detto, ci si aspetta un’entrata di circa 500 mila lavoratori per effetto sia del turnover ordinario, sia di alcune entrate extra, previste nelle precedenti manovre. Nelle Regioni, attraverso un decreto ad hoc, si cambierà il sistema di reclutamento del personale scollegandolo dalle fuoriuscite. Sarà previsto un sistema legato alla sostenibilità finanziaria: le regioni più virtuose che dispongono di più risorse potranno autonomamente prevedere ingressi superiori ai pensionamenti. Secondo il decreto crescita le Regioni saranno divise in cinque fasce a cui corrisponderanno altrettante soglie di spesa. L’aumento di spesa pubblica delle Regioni sarà dunque regolato, come si legge nel testo del decreto: “Le Regioni a statuto ordinario nel limite del valore della soglia possono incrementare annualmente, per assunzioni di personale a tempo indeterminato, la spesa del personale registrata nel 2018, in misura non superiore al 10% nel 2020, al 15% nel 2021, al 18% nel 2022, al 20% nel 2023 e al 25% nel 2024, in coerenza con i piani triennali dei fabbisogni di personale e fermo restando il rispetto pluriennale dell’equilibrio di bilancio asseverato dall’organo di revisione”. Un provvedimento analogo è atteso nel corso del mese anche per i Comuni. Il ministero della Pubblica amministrazione convocherà a stretto giro un tavolo tecnico per discutere della questione.

Le parole della ministra Fabiana Dadone “Più spazio per i giovani”

Lo sblocco del turnover era già stato annunciato dalla ministra della Pubblica amministrazione Fabiana Dadone lo scorso 30 ottobre quando sui social aveva scritto: “Il metodo del dialogo si sta via via riempiendo di contenuti e fatti concreti, a partire da ciò che accadrà nel prossimo futuro con lo sblocco completo del turnover, grazie al quale immetteremo nella Pa circa mezzo milione di persone, in grandissima parte giovani, durante il triennio che viene“.

Il Movimento Cinque Stelle sottolinea che lo sbocco del turnover avrà lo scopo di ringiovanire gli uffici pubblici: “Abbiamo un’età media che va dai 55 ai 59 anni – si legge sul blog del Movimento –  è arrivato il momento di investire in nuovo personale preparato, giovane, che porterà innovazione e competenze negli uffici, oltre a indirizzare la PA verso il futuro”.

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