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20 settembre 2021

GLI ESPERTI RISPONDONO

Svelato il bluff dell’accordo del 30 novembre 2016

 DAL DPCM SUL PUBBLICO IMPIEGO SOLO   POCHI SPICCIOLI PER IL RINNOVO  DEI CONTRATTI

Con il DPCM di ripartizione delle risorse inserite nel Fondo del pubblico impiego della legge di stabilità 2017, predisposto dalla Ministra Madia di concerto con il Ministro dell’Economia, trovano conferma tutte le nostre perplessità sulle risorse che il Governo, prima del referendum, aveva detto di voler stanziare per il rinnovo dei Contratti pubblici.

A fronte delle risorse inserite nel “fondone” indistinto del Pubblico impiego, che doveva servire per il rinnovo dei contratti, gli interventi sul comparto sicurezza, il riordino delle carriere militari e le nuove assunzioni, solo 600 milioni vanno al rinnovo dei contratti, che vanno ad aggiungersi ai 300 milioni del 2016.

Mentre per il 2018 se ne prevedono solo ulteriori 900 milioni.

Per come la si mette, e per quante alchimie contabili vogliano fare, emerge un dato incontrovertibile . Si tratta di uno stanziamento irrisorio, che a regime, nel 2018, porterebbe ad essere ottimisti ad un incremento contrattuale di meno di 40 euro lordi pro-capite – dichiara Marco Carlomagno – Segretario Generale della FLP

A distanza di otto anni dall’ultimo rinnovo, e dopo quasi due anni dalla Sentenza della Corte che si è pronunciata sul ricorso della FLP, dichiarando l’illegittimità del blocco contrattuale, la musica non cambia.

Il Governo continua ad ignorare le legittime aspettative di milioni di lavoratori e lavoratrici e con il DPCM svela in tutta la sua gravità il bluff preelettorale del 30 novembre 2016 , incredibilmente avallato da CGIL, CISL, UIL e CONFSAL.

VOGLIAMO UN CONTRATTO VERO – prosegue Carlomagno – non un accordo a perdere come quello che pare voglia il Governo, che senza risorse, certifichi la resa del sindacato rispetto alla difesa dei diritti, della dignità, della professionalità e del reddito dei lavoratori e delle lavoratrici, fotocopiando le parti peggiori della normativa di questi anni sul pubblico impiego.

Nessun alibi.

La Ministra firmi finalmente l’atto di indirizzo all’Aran e si inizi a giocare a carte scoperte e senza più annunci mediatici.

Roma, 9 marzo 2017

L’UFFICIO STAMPA

 

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