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GLI ESPERTI RISPONDONO

Sindacati e ASST di Monza ai ferri corti: indetto lo stato di agitazione in Azienda

Le avvisaglie si percepivano ormai già da alcune settimane: tra le OO.SS. aziendali (NurSind in testa, essendo la compagine più rappresentativa in Azienda) e l’ASST di Monza si consuma da tempo un braccio di ferro che, oggi, è diventato insopportabile.

Solamente per l’accordo riguardante il nuovo regolamento sull’orario di servizio sono volati via alcuni mesi. Tempo che, comunque, si è rivelato in parte fruttuoso, dato che il NurSind Monza, congiuntamente alle altre sigle sindacali e alla RSU, ha portato a casa una vittoria sulla quale ha battagliato per anni: il divieto di decurtare automaticamente ai lavoratori (tra tutti, ricordiamo i turnisti) la mezz’ora della pausa.

Ora, all’approssimarsi del periodo estivo, si è riaffacciata l’annosa questione della mancanza di personale e la difficoltà ad effettuare una dignitosa programmazione delle ferie estive.

Come unica risposta, i vertici aziendali hanno rispolverato un metodo obsoletoanacronistico e (aggiungiamo noi) pericoloso: il calcolo del fabbisogno del personale attraverso il minutaggio assistenziale. Una roba da anni Ottanta che, nella progredita ed “eccellente” Regione Lombardia, ancora non passa di moda!

Ebbene: attraverso questo approccio “ragionieristico” più che di management di “risorse umane”, pare che l’ASST di Monza abbia personale a sufficienza per garantire un adeguato livello assistenziale ai cittadini.

Fa niente che si saltano continuamene riposi, fa niente che lo straordinario viene continuamente programmato nella turnistica, fa niente che il personale non riesce ad andare ai corsi di aggiornamento, fa niente che si registrano quotidiani atti di demansionamento a danno degli infermieri, fa niente che oggi, nella stragrande maggioranza dei reparti, sembra di lavorare a cottimo su pezzi meccanici e non con persone.

All’ASST di Monza tutto questo non interessa, e presenta alle OO.SS., all’ennesimo tavolo delle trattative e alla vigilia del periodo estivo, delle sterili tabelle, dove si evince che in quel reparto c’è uno zero-tre di infermiere in più e in quell’altro c’è uno zero-uno di infermiere in meno.

I sindacati hanno detto basta e, all’ennesimo annuncio di spostamento indiscriminato di personale da un presidio all’altro, nel goffo tentativo di tamponare una falla ormai titanica, hanno deciso di indire lo STATO DI AGITAZIONE per tutto il personale dell’ASST di Monza.

“Noi, come NurSind Monza, crediamo che i cittadini meritino molto di più di un semplice “livello minimo di assistenza” – ha dichiarato Donato Cosi, il Segretario Territoriale NurSind – e che debbano essere tutelati, durante il loro percorso in ospedale o sul territorio, nel migliore dei modi perché, non dimentichiamolo: un infermiere stanco, sfruttato e demotivato commetterà più facilmente errori, un reparto costruito sul modello tayloristico della catena di montaggio dispenserà più facilmente infezioni, un ospedale che non mette al centro l’uomo e le relazioni umane sarà destinato a fallire”.

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