confederati

clicca sulle immagini
per accedere
alle relative pagine

anno II numero 1 - gennaio / febbraio / marzo 2019

HomeArchivio

28 Febbraio 2019

ANNO I NUMERO 1 - OTTOBRE / NOVEMBRE / DICEMBRE 2018

HomeArchivio

10 DICEMBRE 2018

ANNO II NUMERO 2 - aprile / maggio / giugno 2019

HomeArchivio

17 GIUGNO 2019

ANNO II NUMERO 3 - luglio / agosto / settembre 2019

HomeArchivio

19 SETTEMBRE 2019

ANNO II NUMERO 4 - ottobre / novembre / dicembre 2019

HomeArchivio

10 DICEMBRE 2019

ANNO III NUMERO 1 - gennaio / febbraio / marzo 2020

HomeArchivio

19 MARZO 2020

ANNO III NUMERO 2 - aprile / maggio / giugno 2020

HomeArchivio

10 giugno 2020

ANNO III NUMERO 3 - luglio / agosto / settembre 2020

HomeArchivio

29 settembre 2020

ANNO III NUMERO 4 - ottobre / novembre / dicembre 2020

HomeArchivio

11 dicembre 2020

ANNO IV NUMERO 1 - gennaio / febbraio / marzo 2021

HomeArchivio

27 marzo 2021

ANNO IV NUMERO 2 - aprile / maggio / giugno 2021

HomeArchivio

22 giugno 2021

GLI ESPERTI RISPONDONO

Regione Toscana. Liste d’attesa in sanità. Il NurSind: “Con il nuovo accordo aumento rischio clinico

Giannoni (NurSind), “La Regione Toscana continua a non fare programmazione e dimostra di non conoscere i problemi”.

Si va verso ulteriore esternalizzazione del servizio.

“Accordo preso sulla testa di operatori e pazienti: così aumenta inevitabilmente il rischio clinico e si svilisce la professione”.

Giampaolo Giannoni, Coordinatore Regionale NurSind dela Toscana, prende le distanze dall’accordo per l’abbattimento delle liste d’attesa in sanità presentato ieri dai vertici regionali.

“Vorrei chiedere al presidente Enrico Rossi – incalza Giannoni – cosa è cambiato nella vision della Regione Toscana rispetto a pochi mesi fa, quando asseriva che l’intramoenia non era la soluzione”

“Questo documento – dichiara il responsabile NurSind Toscana – dimostra che non si conosce la situazione reale della sanità toscana: i servizi ordinari già oggi vanno avanti grazie alle prestazioni aggiuntive, basta vedere le delibere aziendali, non ultima quella della Toscana Centro”.

“Il sistema sanitario regionale – continua – soffre di carenza cronica di personale: come si pensa di riuscire a garantire il riposo di 11 ore stabilito dalla normativa europea e dai contratti nazionali, allungando ulteriormente l’orario per la diagnostica e chiedendo altri straordinari ai dipendenti. Ne va della sicurezza delle cure verso i cittadini: è inevitabile l’aumento del rischio clinico”.

“Si torna dall’idea di presa in carico alla singola prestazione, ad ulteriore dimostrazione del fatto che questa Regione non fa programmazione, essenziale in sanità. La soluzione – afferma Giampaolo Giannoni – non può essere ampliare gli orari della diagnostica, il punto è come si arriva alla diagnostica: le problematiche vanno intercettate sul territorio, anche attraverso figure come l’infermiere di famiglia. Siamo orgogliosi che sia stato avviato un progetto su questo, ma al momento si tratta unicamente di un percorso di formazione su risorse umane già in organico: serve più personale se vogliamo davvero dare un senso al servizio”.

“Ci sono dei vincoli economici, lo sappiamo. Ma in Toscana a farne le spese è sempre e soltanto il personale, mentre si continua a sforare sulla spesa farmaceutica. Servono un’analisi puntuale e una programmazione seria, – conclude Giannoni – se vogliamo davvero attaccare il problema delle liste d’attesa. La politica del ‘tappa-buchi’ non basta più”

Clicca sull'immagine per aprire il file in formato PDF