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anno II numero 1 - gennaio / febbraio / marzo 2019

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27 marzo 2021

GLI ESPERTI RISPONDONO

Piemonte. Niente assunzioni di Infemieri. NurSind proclama lo stato di agitazione a livello regionale.

La situazione di molti Presidi Ospedalieri del Piemonte è in costante emergenza organizzativa dovuta a carenza di personale, in particolare Infermieristico.

Non comprendiamo come sia possibile dare luogo alla nuova configurazione del SSR e al riordino della rete territoriale senza aver verificato la coerenza delle assunzioni.

Cosi il Coordinatore Regionale NurSind Piemonte, Francesco Coppolella, interviene con una nota, inviata al Prefetto di Torino e alle maggiori istituzioni della Regione, sulla perenne carenza di personale Infermieristico.

Come poter sviluppare l’assistenza primaria e sperimentare le case della salute senza neanche aver predisposto un fabbisogno.

Come si pensa che le assunzioni contribuiranno alla riduzione dei tempi di attesa.

Come far fronte alle esigenze sanitarie e assistenziali senza aver censito il personale che a vario titolo è ipotizzabile cessi dal servizio.

Come poter garantire gli adeguati livelli di efficienza del sistema contrastando le criticità derivanti dalla legge 161/2014. Dice Coppolella.

Doveva essere predisposto un piano triennale di fabbisogno del personale e non è stato fatto. Impegni non mantenuti e annunci che cadono nel vuoto, come ormai ci ha abituato la nostra regione.

Molte Aziende di questa Regione infatti non hanno ancora attuato l’accordo regionale sulle politiche assunzionali del 10 Marzo 2017, – afferma Coppolella – recepito dalla DGR del 10 Aprile 2017 n. 21-4874 relativamente a quanto sopra citato.

Ci chiediamo inoltre come sia possibile che in ambito regionale non siano ancora stati individuati criteri omogenei ed uniformi per il calcolo del fabbisogno di personale necessari ed indispensabili a rispondere in primis alle criticità nei reparti ospedalieri e in secondo luogo a dare appropriatezza nella distribuzione delle risorse.

E’ abbastanza evidente che se si si vuole rafforzare il territorio serviranno risorse. E’ inutile parlare di case della salute, assistenza primaria, liste di attesa senza neanche aver previsto il fabbisogno di personale e senza neanche aver dato risposta alle mille criticità dei reparti ospedalieri e alle svariate problematiche del personale,  come ad esempio l’elevata età media che ricordiamo essere vicina ai 50 anni e all ‘alta percentuale di limitazioni.

Vogliamo parlare anche delle mille e costanti problematiche dei pronto soccorso strettamente correlate a quanto sopra esposto e che già nei giorni scorsi si sono presentati e presto si ripresenteranno poiché, – continua Coppolella – nonostante il ripetersi delle costanti e gravi criticità, ancora non è stato predisposto un serio piano programmatico regionale.

Numeri , solo numeri che non trovano oggi e non hanno trovato ieri riscontro nella realtà.

La gestione del personale dell’ospedale oftalmico, di attualità in questi giorni è l’esempio di come la voluta improvvisazione e l’assenza di programmazione ricada sulla pelle del personale.

Ricordiamo che nascondersi dietro l’autonomia delle Aziende non cancella le responsabilità politiche che questa regione ha e dovrà assumersi nei confronti del personale e dei cittadini.

Per questi motivi, il Coordinamento Regionale Nursind Piemonte, – concluce Francesco Coppolella – il sindacato delle professione infermieristiche, ha deciso di proclamare lo stato di agitazione regionale e sarà pronto, dopo il confronto innanzi al Prefetto con la Regione, a mobilitare gli infermieri, fino ad arrivare allo sciopero di una o più giornate.

Francesco Coppolella

Coordinatore Regionale NurSind Piemonte

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