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23 giugno 2021

GLI ESPERTI RISPONDONO

Il Video di Amatrice a quasi due anni dal terremoto. NurSind: “Aiutiamo gli Infermieri”

Spentisi i riflettori e terminate le passerelle dei “non vi lasceremo soli”, ad Amatrice restano le macerie e la terra che continua a tremare, facendo ripiombare la popolazione nell’incubo che li travolse 20 mesi fa, quando alle 3.36 del 24 agosto 2016, una scossa di magnitudo 6.0 sconvolge la vita di migliaia di persone tra le province di Rieti, Teramo, Ascoli Piceno e Terni.

A quasi un anno e mezzo da quella tragica notte, la popolazione non ha ancora elaborato il terremoto, ed i sogni regalati dai politici di turno, sono rimasti tali, visto che le macerie sono sempre lì, ad oggi quasi il 70% è in attesa delle demolizioni ma non solo, appena 728mila tonnellate quelle smaltite su 2,3 milioni stimate.

Restano le macerie e la paura in una ricostruzione talmente lenta da apparire inesistente.

Sono venute giù le case, le scuole e gli ospedali, i pilastri di una società civile.

L’Ospedale Grifoni non esiste più.

Oggi, al posto del nosocomio, racconta Maria Cristina Camisola, segreteria territoriale Rieti NurSind, è stato attivato il PASS (Presidio di Assistenza socio-sanitaria).

Il presidio 1200 mq, garantisce le funzioni di base della medicina generale, della pediatria, dell’assistenza infermieristica, della guardia medica, nonché le funzioni di carattere sociale con assistenti sociali.

Gli infermieri che lavorano nei PASS hanno bisogno di supporto – continua Camisola – sono pochi, appena 5 unità,e vivono tutte le difficoltà di chi si trova a lavorare in un territorio disagiato, con ancora problemi alle comunicazioni telefoniche ed all’elettricità, tra le macerie, e con ancora una elaborazione personale del terremoto ancora in corso”.

C’è necessità di Infermieri, e c’è necessità che questi vengano sostenuti e non dimenticati, perché oggi vivono una situazione difficile e di non facile risoluzione”.

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