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GLI ESPERTI RISPONDONO

Concorso straordinario, prove suppletive sono un diritto

Anziché incaponirsi al di là di ogni buon senso, sarebbe stato opportuno rinviare le prove, così da evitare disparità di trattamento

“Da oggi le prove del concorso straordinario, che il ministero dell’Istruzione ha strenuamente voluto iniziassero il 22 ottobre scorso nonostante l’impennata della curva epidemiologica, sono sospese a data da destinarsi. Anziché incaponirsi al di là di ogni buon senso, sarebbe stato opportuno rinviare le prove concorsuali, così da evitare disparità di trattamento tra chi, pur se tra mille ragionevoli preoccupazioni dovute alla situazione sanitaria e alle trasferte di chilometri e chilometri, ha potuto partecipare e chi, invece, ha dovuto rinunciare perché in quarantena. Quando le prove concorsuali riprenderanno, dunque, il ministero dovrà predisporre una sezione suppletiva per tutti i candidati che non hanno potuto partecipare e che ne hanno pienamente diritto”.

Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che fa notare come le assenze rilevate fino a oggi siano indicative delle gravi difficoltà che hanno caratterizzato le prove: “Nelle procedure riservate, le percentuali di assenza sono generalmente prossime allo zero, mentre in questo caso il dato si aggira intorno al 12-13%”.

Il coordinatore nazionale della Gilda, inoltre, sottolinea l’urgenza di avviare i tavoli tecnici, previsti entro 60 giorni dall’approvazione del Decreto Scuola del 6 giugno scorso, per individuare percorsi abilitanti periodici e permanenti, “condizione indispensabile – conclude – per una revisione strutturale di un sistema di reclutamento che si sta sempre più dimostrando fallace e inadeguato”.

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