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10 DICEMBRE 2019

Oms: “Le donne rappresentano il 70% degli operatori sanitari ma ricoprono ruoli inferiori e con basse retribuzioni. Se si vuole raggiungere copertura universale bisogna puntare su di loro”

Sono la stragrande maggioranza degli operatori sanitari ma a livello globale sono mal retribuite e tenute ai margini dei ruoli di vertice. Ma per l’Oms le donne sono il vero futuro della sanità: “Dobbiamo rimuovere qualsiasi ostacolo all’ingresso e al progresso”. Deciso poi che il 2020 sarà l’anno di infermiere e ostetriche.

13 DIC – Le donne hanno sempre avuto un ruolo di guida fondamentale come guaritrici, custodi di ricette medicinali, badanti dei malati e assistenti alla nascita. In molte società tradizionali, lo fanno ancora. Ma quando la medicina è progredita, le donne hanno dovuto combattere a loro modo e questo spiega in parte perché, sebbene le donne siano il 70% degli operatori sanitari e dell’assistenza sociale, oggi sono ricoprono per lo più ruoli di livello inferiore, con retribuzioni basse. È quanto rimarca l’Oms ricordando come tra le priorità per raggiungere la copertura sanitaria universale (UHC) ci è quella di affrontare le disuguaglianze di genere nella forza lavoro sanitaria e sociale che svantaggiano le donne e limitano il loro avanzamento verso la leadership.

“I sistemi sanitari – rileva l’Oms – non possono essere forti basandosi sul fragile e iniquo fondamento del lavoro non retribuito di donne e ragazze. Riconoscere e pagare le donne in modo equo per tutto il lavoro svolto nell’ambito dell’assistenza sanitaria e sociale porterà a sistemi sanitari più forti per tutti noi”.

In secondo luogo per l’Oms “c’è bisogno di 18 milioni di nuovi operatori di assistenza sanitaria e sociale, principalmente nei paesi a basso e medio reddito”. E questo è nel contesto di una domanda più ampia prevista di 40 milioni di operatori sanitari entro il 2030.

“Con i cambiamenti demografici e la crescente aspettativa di vita – rileva l’Oms -, il settore sanitario è uno dei settori economici in più rapida crescita a livello globale e l’offerta non è al passo con la domanda. Sarebbe una tragedia avere l’impegno nei confronti dell’UHC al più alto livello politico e non riuscire a realizzarlo perché non abbiamo operatori sanitari per fornire assistenza. Nella maggior parte dei paesi le donne stanno studiando medicina e stanno entrando in attività sanitarie in numero maggiore che mai e questa tendenza sembra destinata a continuare. Dobbiamo rimuovere qualsiasi ostacolo all’ingresso e al progresso, per incoraggiarle ad entrare nelle professioni sanitarie e a rimanervi. Le donne occuperanno la maggior parte dei posti di lavoro degli operatori sanitari”.

Inoltre l’OMS informa come il 2020 è stato designato come Anno dell’infermiera e dell’ostetrica al fine di riconoscere il contributo vitale della più grande occupazione di un singolo operatore sanitario, un’occupazione composta per l’80% da donne. L’anno dell’infermiera e dell’ostetrica andrà oltre la celebrazione del lavoro di infermiere e ostetriche, che merita di essere celebrato e apprezzato. Esaminerà la leadership delle donne in ambito infermieristico e ostetrico e il ruolo di leadership che dovrebbe essere svolto da infermieri e ostetriche.

13 dicembre 2019

FONTE: QUOTIDIANO SANITA’ (LINK: https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=79710);

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