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10 DICEMBRE 2019

“Il modello di Ssn universalistico va difeso con il coltello tra i denti. Allo studio riforma dei ticket che aiuti chi ha difficoltà a curarsi per motivi economici senza però svantaggiare i ceti medi”. L’intervento di Speranza al Forum Ansa

Nella prossima manovra si torna ad investire in maniera importante nel settore salute. Ci saranno poi interventi per contrastere il fenomeno delle carenza di medici e per abbattere una precarietà fortemente presente soprattutto in alcune Regioni. Gli investimenti per fornire apparecchiature diagnostiche di primo livello ai medici di famiglia aiuteranno a ridurre visite specialstiche inappropriate e file ai Pronto soccorso. E sulla revisione dei ticket l’obiettivo è aiutare chi è rimasto indietro senza far uscire dal Ssn i ceti più alti. 

21 NOV – Il modello di Sistema sanitario nazionale pubblico ed universalistico va difeso con il coltello tra i denti. Per questo, già nella prossima manovra, si torna ad investire in maniera importante nel settore salute. Ci saranno poi interventi per contrastere il fenomeno delle carenza di medici e per abbattere una precarietà fortemente presente soprattutto in alcune Regioni e, abolito il superticket, per il prossimo futuro è allo studio una riforma complessiva del sistema dei ticket, in modo da avvantaggiare chi oggi rinuncia alle cure per motivi economici, senza però danneggiare i ceti medi né facendo fuggire dal Ssn le classi più abbienti.

Questi, in sintesi, i temi principali sui quali è intervenuto questa mattina il ministro della Salute, Roberto Speranza al Forum Ansa.

Difesa Ssn universalistico. “Dobbiamo difendere con tutte energie il nostro Servizio sanitario nazionale, che è pietra preziosa data troppo spesso per scontata. In Italia se stai male non conta quanti soldi hai, da dove vieni, di chi sei figlio o il colore della tua pelle. Hai in ogni caso il diritto sacrosanto di essere curato. Non è così in tutto il mondo. Voglio difendere con il coltello tra i denti questo modello, adattandolo alle sfide dell’oggi. La manovra ha dato in questo senso un primo segnale importante: abbiamo messo 2 miliardi in più per il Fondo sanitario nazionale, cosa che non accadeva da tanti anni. Spesso queste cifre presenti erano nel Def, ma venivano poi dimezzate in manovra. Tutto questo oggi non accade più.

Poi ci sono 2 mld in più per edilizia sanitaria. Tra l’altro, dobbiamo essere più veloci a far partire questi investimenti, è qui che si può segnare la svolta per il Paese. E da qua può anche riprendere la crescita del Pil. Inoltre, fuori dai soldi stanziati nel Fondo sanitario, c’è l’abolizione del superticket, altra grande scelta che segnala l’orizzonte cui lavoriamo. In questo modo togliamo una tassa sulla salute, forse la tassa più brutta che c’era. Questo comporterà a regime altri 555 miioni di spesa. In una manovra così difficile, la fotografia nel comparto salute è dunque questa, credo possiamo dire in maniera molto chiara che abbiamo chiuso la stagione dei tagli ed abbiamo ricominciato a investire seriamente, come Paese, in un sistema fondamentale come quello della Salute”.

Revisione ticket. “Oltre ad abolizione superticket, resta la quota di ticket che tutti italiani pagano indipendentemente dal proprio reddito. Ho annunciato nel Def un collegato alla manovra sulla materia per bilanciare questa spesa. Io ho un’indennità da deputato molto superiore a chi svolge un lavoro di tipo subordinato. Chi guadagna molto di più penso possa e debba pagare di più rispetto a chi guadagna meno. C’è un’idea di bilanciamento nella spesa del ticket. Ma su questo ci sarà uno studio approfondito, sentiremo tutte le parti sociali prima di prendere ogni decisione. Con cautela, e senza correre il rischio che i ceti più abbienti scappino dal Ssn, c’è bisogno di un bilanciamento di spesa per favorire chi ad oggi non si cura come dovrebbe per motivi economici. Questa è una sconfitta dello Stato. C’è un fenomeno consistente, parliamo di circa 4 mln di persone. Questo è un tema enorme, una mia priorità. Dobbiamo aiutare chi è rimasto indietro ad entrare nel Ssn stando attenti però a tutelare soprattutto i ceti medi ed evitare di portar fuori i ceti più alti”.

Carenza medici. “Già in manovra spero si riescano a dare segnali chiari sul tema della carenza di medici. Su questo interverremo anche nel Patto per la salute. Il meccanismo di organizzazione delle spesa sanitaria per silos e tetti oggi non è più idoneo a portare il Ssn dinanzi alle sfide che abbiamo. Sul tetto di spesa per il personale si è intervenuti con piccole modifiche negli ultimi anni, prima con la legge di Bilancio 2018 e poi con il Decreto Calabria. Si sono usati pannicelli caldi. Adesso, già in questa manovra, spero di poter dare un segnale per abbattere la precarietà in sanità, che riguarda soprattutto certe regioni come la Calabria. Dobbiamo provare ad immettere da subito personale in sanità utilizzando anche le graduatorie vigenti. Dobbiamo rispondere subito a questo grido di dolore che viene da associazioni e, soprattutto, dalle Regioni.
Dobbiamo poi aumentare il numero delle borse di studio per superare l’attuale imbuto formativo. Spero si riesca a fare anche questo da subito in legge di Bilancio, con l’aiuto del Parlamento. Utilizzare negli ultimi anni gli specializzandi nelle strutture del Ssn è una delle idee su cui è aperto il confronto con Regioni e parti sociali. Questa è una risposta possibile al problema carenza”.

Liste attesa. “Le liste d’attesa troppo lunghe hanno una funzione di diga all’accesso al Ssn. In questa manovra c’è un provvedimento che ha un’utilità in questa direzione: utilizzare 235 mln per fornire studi medicina generale di strumentazione per la diagnostica di primo livello. Se il cittadino ha possibilità di trovare lì una prima risposta, possiamo sia fare un po’ da filtro riducendo le visite specialistiche inapproriate, che riuscire ad avere un minor accesso ai Pronto Soccorso. I medici di famiglia sono un pezzo fondamentale del territorio,e  rafforzarlo vuol dire dare risposte migliori ai cittadini e alle loro richieste di salute”.

Antibioticoresistenza. “Questo dell’antibioticoresistenza è un grande tema. Nel G20 dei ministri della Salute in Giappone si è discusso molto di questo. C’è un Piano nazionale di contrasto sul quale dobbiamo investire con maggiore forza, mettendo più risorse al fine di implementarlo. Questo è un momento in cui si fanno le vaccinazioni per l’influenza. Dobbiamo dire agli italiani, non usate antibiotici per influenza. L’influenza è virale. Usando gli antibiotici impropriamente non si fa solo un danno a se stessi ma a tutta la comunità. Lo Stato deve fare la propria parte, investendo e mettendo in campo campagne di comunicazione. Allo stesso tempo, dobbiamo lanciare un messaggio chiaro e forte ai cittadini: l’antibiotico non è uno scherzo e va assunto solo quando veramente necessario. Un altro pezzo di questo problema riguarda poi gli animali. Si parla ormai a livello internazionale di strategia ‘One Health’, se vogliamo difendere la salute dell’uomo dobbiamo difendere anche quella degli animali che finiscono sulle nostre tavole”.

Vaccini. “Il vaccino contro l’influenza è consigliato per tutti. Lo chiediamo con insistenza per le fasce a rischio e, per questo, lo Stato si fa carico di pagarlo. Abbiamo dati ancora bassi in Italia, anche se negli ultimi 5 anni la curva sta crescendo. Dobbiamo far meglio perché i dati sull’influenza continuano ad essere molto significativi. Più in generale sul tema dei vaccini posso dire che, quando si ha a che fare con salute delle persone e soprattutto dei nostri figli, vanno messe giù le ‘bandierine’ della politica e lasciata ben in alto la bandiera della scienza. Ci si affida a scienza e medicina, questa è l’unica via che deve essere seguita”.

Livelli essenziali di assistenza. “Una delle priorità che ci siamo dati dopo il mio insediamento è stata quella di rendere operativi e di adeguare i Lea, altrimenti esplodono le diseguaglianze. Alcuni territori sono in grado di fornire anche prestazioni extra Lea, mentre altri no. C’è una commissione a lavoro, penso che questo debba essere uno degli obiettivi del prossimo anno”.

Fake news. “Non cercate risposte sulla salute online, il consiglio è quello di rivolgersi a presidi sanitari competenti. Abbiamo un personale sanitario di grande qualità. Fidatevi di chi ha fatto studi adeguati, la salute è una cosa troppo importante. Non si può pensare di curarsi con un articoletto scritto su internet non si sa da chi e magari dietro quali interessi. La salute è un diritto individuale, ma la tutela della salute è un interesse della collettività”.

Ex Ilva. “Il diritto a lavoro e diritto alla salute sono due diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione, e sono entrambi da difendere. Ci sono le condizioni per rafforzare i presidi sanitari di quel territorio, oggi capiremo con quali numeri e modalità in Consiglio dei Ministri”.

Futuro del Governo. “Sono ottimista, credo questo Governo sia molto utile all’Italia e penso ci sia possibilità di rendere ancora più coesa questa maggioranza. L’Esecutivo è formato da forze politiche tra loro diverse, c’è bisogno di costruire un clima di condivisione, andando oltre alle conflittualità passate. Vedo due basi fondamentali: la crescita del Paese, e la premessa a questa crescita che deve essere rappresentata dalla lotta alle diseguaglianze e dal porre al centro la questione sociale. Questa deve essere l’agenda del Governo dei prossimi mesi”.

Giovanni Rodriquez – 21 novembre 2019

FONTE: QUOTIDIANO SANITA’ (LINK: https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=78988)

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