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Sanzioni disciplinari, Gilda: Strumento utile, sbagliato abolirle

Di Meglio commenta la soppressione delle misure contenute nel decreto del 1928 stabilita dalla legge sull’Educazione civica

“Per quanto poco utilizzate e previste da norme molto datate, le sanzioni disciplinari costituivano un deterrente per arginare le intemperanze degli alunni. Abolirle è stato un grave errore che rischia di legittimare condotte scorrette e ad alimentare ulteriormente il fenomeno delle aggressioni ai danni dei docenti”.

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, interviene in merito alla soppressione di due articoli del regio decreto del 1928 stabilita dalla legge sulla reintroduzione dell’Educazione civica a scuola.

Sulle misure che sostituiranno quelle cassate dalla Camera dei Deputati, Di Meglio si dimostra scettico: “Probabilmente le stesse sanzioni disciplinari verranno reintegrate nei regolamenti adottati dalle singole scuole, ma ciò comporterà una grande confusione e disomogeneità perché ogni istituto potrà decidere autonomamente se e quali provvedimenti mettere in campo. Senza considerare, poi, che quasi tutte le scuole primarie fanno parte di istituti comprensivi e che ciò provocherà ulteriori difficoltà. Sarebbe opportuno, e dunque chiediamo, che si torni ad un sistema di sanzioni educative nazionali”.

Roma, 6 maggio 2019
Uffcio stampa Gilda degli Insegnanti

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