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Salute mentale, più di 20 milioni di pazienti negli ultimi 40 anni. Ma mancano risorse

Nel 2016 in Italia 800mila persone hanno ricevuto assistenza. Sono sia uomini che donne, soprattutto sopra i 45 anni. La fotografia del Ministero in occasione del compleanno di 40 anni della legge Basaglia

Nel 2016, in Italia più di 800mila persone sono stati assistite per problemi psichiatrici nei Dipartimenti di salute mentale (Dsm), di cui ben 310 mila persone hanno avuto accesso a questi servizi per la prima volta nella loro vita. Sono solo alcuni dati resi noti nel Rapporto sulla salute mentalerelativo all’anno 2016, appena divulgato dal Ministero della salute. I dati (qui una sintesi) arrivano alla vigilia del quarantennale della legge Basaglia che ha abolito i manicomi, entrata in vigore esattamente il 13 maggio 1978. A partire da quella data, facendo una proiezione retrospettiva, negli ultimi 40 anni ben 20 milioni di italiani sono stati assistiti dalle nuove strutture di cura. Ecco tutti i dati.

Di questi pazienti il 54% sono donne e i due terzi hanno più di 45 anni: l’età più critica, infatti, è proprio quella che va dai 45 ai 54 anni, con una fetta di accessi ai servizi di psichiatria che copre il 25% del totale. Meno numerosi, invece, i giovanissimi e giovani, con meno di 25 anni, mentre nell’età anziana, al di sopra dei 75 anni, prevalgono i pazienti di sesso femminile.

Passando alla distribuzione delle patologie, fra quelle per cui avviene il maggior numero di accessi vi è la schizofrenia, disturbi di personalità, abuso di sostanze e dovuti al ritardo mentale, più frequenti all’interno del sesso maschile. Mentre una fetta altrettanto importante è rappresentata da disturbi dell’umore, come la depressione e il disturbo bipolare, più frequenti fra le donne.

E la restante parte è costituita da disturbi nevrotici, fra cui ansiageneralizzata e disturbo ossessivo compulsivo o da stress post-traumatico.

I numeri delle malattie mentali sono in costante aumento, ha spiegato la Società italiana di psichiatria (Sip) in occasione della presentazione dei dati da parte del Ministero. E secondo le stime dell’Oms questi disturbi raggiungeranno la prima posizione, superando per incidenza anche le malattie cardiovascolari, che ad oggi rappresentano la prima causa di morte. Questo aumento è dovuto non soltanto alla comparsa di nuove patologie, come nuove dipendenze, legate ai tempi moderni, ma anche alla migliorata capacità di fare diagnosi e di trattamento tempestivo.

Nel 2016, in Italia le prestazioni erogate dai servizi psichiatrici sono quasi 12 milioni e gli accessi al pronto soccorso per patologie psichiatriche sono stati quasi 600mila, il 2,8% degli accessi per tutti i problemi di salute. La capacità di risposta del sistema è dunque positiva. Ed è stata proprio la legge Basaglia a porre le basi per un nuovo concetto di salute mentale, delineando tutta una serie di servizi alternativi ai manicomi, non più adeguati, per trattare queste patologie: i Dipartimenti di salute mentale (Dsm), il cuore dell’assistenza, i Centri di salute mentale (Csm), i servizi psichiatrici di diagnosi e cura e (Spdc) ed altri servizi.

Nonostante gli avanzamenti concettuali e pratici, con 20 milioni di pazienti trattati negli ultimi 40 anni, questo non basta più, sottolinea la Società italiana di psichiatria, dato che mancano risorse sufficienti per prendere in carico tutti i pazienti: l’Italia si posiziona soltanto al 20° posto in Europa sia per numero di psichiatri sia per la spesa dedicata alla salute mentale, che è circa il 3,5% della spesa sanitaria totale, a fronte di percentuali di altri paesi, come Francia, Germania e Regno Unito, che sono circa triple (10 – 15%). Anche gli psicologi e gli infermieri che lavorano in questo ambito non sono tanti in Italia, che si posiziona in questo caso al 14° posto fra i paesi europei.

Salute mentale, più di 20 milioni di pazienti negli ultimi 40 anni. Ma mancano risorse

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